La triste storia delle alici (acciughe) vanitose

E’ venerdì, mangiamo pesce, ma mangiamolo di stagione! Oggi scegliamo le alici (acciughe).

Cominciamo questo articolo, raccontandovi una bella storia. Tanti anni fa splendeva nel firmamento una famigliola di stelle, le Engrauline, molto piccole ma molto luminose e, purtroppo anche molto vanitose.

Ogni notte si specchiavano nell’acqua del mare e rivolgendosi alle Pleiadi strepitavano: “Guardate che bella la nostra luce, è come argento puro!”. E alla Via Lattea: “Guardate i nostri riflessi come palpitano sulla superficie del mare”. E ai pianeti: “Guardate quanto ci ammirano gli uomini”. Stelle e pianeti le sopportavano educatamente sperando che il loro continuo vocìo ogni tanto si interrompesse. Ma le stelline continuavano a ciarlare anche durante il giorno perché non amavano la luce del Sole che le oscurava.

Una notte la luna piena si rifletteva sul mare e sembrava una distesa di platino. Le stelline, invidiose, presero ad insultarla: “E’ più grande di noi e per questo si crede più bella; ma non vedi quanto è grassa e che facciona larga e tonda che ha ?”. La Luna, sentendo quelle frasi maligne cominciò a piangere.

Il buon Dio allora perse la pazienza: “Ho ascoltato per anni le vostre voci superbe” disse severamente “e sono sempre stato paziente con voi. Ora basta. Vi toglierò dal Cielo e vi manderò nel luogo che vi piace usare come specchio, levandovi anche la voce”.

Con un gesto imperioso della mano strappò dal firmamento le petulanti Engrauline gettandole nel mare. “Ecco – disse loro – ora gli uomini potranno godere sempre del vostro splendido color argenteo, che però non sarà più fisso nel cielo ma fuggevole come un sospiro. Da oggi sarete costrette a correre, a stancarvi, a patir la fame e la paura. Gli uomini vi apprezzeranno non solo per i vostri riflessi ma anche come cibo. Infine, come pesci, finalmente starete per sempre zitte !”. Fu così che i Mari del mondo si popolarono delle acciughe.

Sono acciuga ma chiamatemi Alice

acciuga_002Abbiamo ripreso questo racconto da “L’Alice delle Meraviglie” di Mitì Vigliero (Editore Marsilio, 1998) per introdurre il pesce della settimana, l’acciuga, da mangiare in autunno, seguendo scrupolosamente la stagionalità del prodotto fresco.

L’acciuga, detta anche alice, è un pesce diffuso in tutto il Mediterraneo, nell’Atlantico e nel Baltico. Simile alla sardina ha un corpo più sottile e affusolato che raggiunge in età adulta i 15-20 cm di lunghezza.

Le acciughe appartengono alla categoria del pesce azzurro con la quale condividono forma, dimensione e colore del corpo. Il dorso delle alici è infatti percorso da una striscia azzurra con sfumature verdi, le scaglie delle parti laterali e del ventre sono invece argentee.

Le acciughe vivono in branchi, nutrendosi di crostacei e piccoli pesci. Le loro carni, sia fresche che conservate, sono particolarmente gustose ed indicate specialmente per la frittura. Note sono le alici conservate sott’olio o sotto sale, così come la pasta d’acciughe utilizzata per insaporire tartine, salse e pietanze varie.

Un’alice fresca si riconosce dall’odore (delicato e gradevole, non ammoniacale), dall’aspetto (corpo brillante e carni sode con squame aderenti), dal colorito delle branchie (rosaceo tendente al rosso) e dall’occhio (vivo e sporgente, con pupilla nera, non arrossata).

Attenzione! Molto simile alle acciughe ma meno pregiata, l’alaccia viene spesso commercializzata come alice. Per scoprire l’inganno è sufficiente osservare il taglio della bocca che, mentre nelle acciughe si spinge oltre la base dell’orecchio, nell’alaccio non raggiunge l’occhio.

La ricetta: Acciughe alla sanremasca

Le Acciughe alla sanremasca sono un “piatto povero” e quindi semplice da preparare (anche da chi ha poca dimestichezza con l’arte della cucina) e molto gustoso. Era il cibo dei marinai della riviera ligure di Ponente quando potevano guarnire le acciughe che avevano pescato coi prodotti del loro orto.

Ingredienti (per 4 persone) – 800 grammi di acciughe fresche; succo di 2 limoni; ½ di bicchiere di olio extravergine di oliva; 1 ciuffo di prezzemolo; 1 spicchio d’aglio; ¼ di bicchiere di vino bianco secco; sale.

Preparazione – Pulite e lavate le acciughe, togliendo testa ed interiora; apritele, togliete la lisca ed allineatele su un piatto di portata. Ora tritate aglio e prezzemolo ed aggiungete olio, succo di limone, vino bianco e sale. Sbattete bene il tutto e versatelo sulle acciughe. Dopo averle lasciate a marinare per 2 ore potete servire.

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La Redazione

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