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Trentino, quando rifugio fa rima con gourmet

Volete mettere quanto sia gratificante, dopo una tutta una mattinata sugli sci, allungare le gambe sotto il tavolo di un rifugio, davanti ad un buon piatto fumante, con lo sfondo di uno spettacolo mozzafiato?

E’ quello che devono aver pensato i gestori di cinque rifugi del Trentino che hanno scelto di coniugare lo sci con un’offerta di cucina di qualità, per un degno proseguo di giornata.

Rifugio La RodaIl primo è Rifugio La Roda, che domina le pendici della Paganella, a quota 2125 metri. Dalle sue finestre si gode la maestosità delle Dolomiti del Brenta ed in lontananza il Lago di Garda. La sua proposta gastronomica è inusuale: pesce a 2000 metri, dalla bavetta allo scoglio agli astici e gamberoni cotti alla griglia.

La tradizione, a La Roda, è rappresentata dal bacalà e polenta. “Il questo progetto – spiegano i gestori del rifugio – ci siamo fatti ispirare dalla Confraternita del Bacalà alla Vicentina, che ha ripercorso la storica Via Querinissima”, ricostruzione del percorso fatto nel 1431 da uno dei più naufraghi più famosi della storia veneziana, il patrizio Pietro Querini. Fu lui a far conoscere alla Serenissima lo stoccafisso, ribattezzato bacalà nel Veneto, da non confondersi con il baccalà noto nelle altre parti d’Italia, che è merluzzo sotto sale e non essiccato.

Dal Rifugio La Roda alla Baita Paradiso del passo San Pellegrino, ad undici chilometri da Moena, al confine tra il Baita ParadisoTrentino e la provincia di Belluno. Ha un interno davvero affascinante: travi in legno del Settecento, arredi in pietra, pavimenti in porfido, una vecchia stube rivestita in legno.

Le proposte della Baita Paradiso sono improntate ad una cucina casalinga, dove quasi tutto è fatto in casa: tagliatelle al sugo, salsicce e carne alla griglia, gnocchi con patate e polenta, minestre di fava, lenticchie e orzo, quest’ultimo proposto anche in combinata coi fagioli, sposando la tradizione trentina all’uso veneto. I dolci? Torta di mele, tiramisù, strudel e cioccolato, Sacher e Lienzer torte, torta saracena con mandorle e mirtillo.

Malga VigoLa Malga Vigo, sviluppata su una vecchia malga, si trova al termine della pista delle Malghette per chi arriva dalla paese di Folgarida e dalla “Genziana Bassa” per chi proviene da Madonna di Campiglio, con una spettacolare vista sulle Dolomiti del Brenta.

Tra le proposte del suo menù, carne salada con fasoi, tagliatelle ai porcini, tagliata di manzo con rucola ed aceto balsamico, polenta con funghi, salsiccia e formaggio fuso, polenta e spezzatino di cervo e funghi, tortei de patate con affettato, formaggio e marmellata di mirtillo rosso. Anche alla Malga Vigo, ampia la scelta di torte.Baita Ciamp de le Strie

Passiamo ora in Val di Fiemme per raggiungere Baita Ciamp de le Strie. E’ un rifugio del tutto particolare improntato ad un mondo incantato, fatto di streghe, gnomi, con tanto di castello circondato da un ruscelli e con relativo ponte levatoio. C’è anche una miniera con i suoi minerali ancora incastonati nella roccia.

Il “castello” è il ristorante della Baita Ciamp de le Strie, con una buona proposta di piatti della cucina italiana. Non manca neppure una vasta scelta di pizze, cucinate nel forno a legna. E prima di partire non dimenticate di assaggiare sangue delle streghe, un infuso aromatizzato con erbe e radici.

Chalet Tana IncantataInfine, Chalet Tana Incantata. E’ un locale in stile rustico in vetta agli altipiani di Lavarone, Folgaria, Luserna (TN). Le sue pietanze sono sono prevalentemente incentrate sulla tradizionale cucina trentina, proposte con gli stessi ingredienti naturali e genuini di una volta.

Il menu tipico propone, ad esempio, cannelloni alla Tana Incantata (lasagne impanate e fritte, ripiene di un misto di formaggi di Lavarone), Tonco de Pontesel con polenta e funghi (lucanica rosolata e sgrassata immersa in un sugo di latte e farina) con accompagnamento di polenta di patate e funghi di Lavarone. Per finire, strudel, naturalmente fatto in casa.

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