Tremonte, il borgo che diede i natali alla Brianza

La Domenica delle Palme di ogni anno si ricorda a Tremonte, piccolo borgo vicino a Lecco, la nascita ufficiale del territorio oggi conosciuto come Brianza.

Pochi sanno che fu una singolare assise, tenutasi il 6 dicembre 1435 in un piccolo borgo chiamato Tremonte, a diffondere e consolidare il nome Brianza come identificativo del territorio collinare tra Milano e il Lago di Como.

Quanto si discusse nella riunione, non riguardò però i confini territoriali ma rivendicazioni economiche e politiche. I rappresentanti di alcune comunità si riunirono infatti per esigere una maggiore autonomia dal Governo centrale e iniziarono ad essere chiamati brianzoli.  Un passo indietro fino ai giorni nostri, per meglio ambientare e comprendere lo storico congresso.

Tremonte è una frazione del Comune di Santa Maria Hoè, 2000 anime a circa 20 chilometri da Lecco. Deve il nome ai romani che si insediarono in zona per la vicinanza con l’acqua corrente del torrente Bordeà, affluente del fiume Molgora. La zona è un crocevia di passaggio per l’accesso ai tre monti attorno all’eremo di San Genesio, ad tres montes appunto.

All’epoca romana risale anche la collocazione di un piccolo ponte che attraversa il Bordeà, ricostruito in sassi e ancora oggi presente, a 10 minuti di cammino dal centro della frazione.

La torre del Castello

I resti del castello dei De Capitani di Hoè: davanti ad esso si costituì l’assemblea che fece “nascere” la Brianza

La piazza del borgo è sempre stata caratterizzata dalla presenza di una chiesa. La prima, anteriore al ‘200, venne dedicata a San Damiano ma non se ne conservano più tracce. Nel XIII secolo venne invece eretta una seconda chiesa consacrata a Santa Veronica, luogo di culto del vicino castello dei De Capitani di Hoè di cui rimane una torre di avvistamento che sovrasta Tremonte. Proprio ai piedi del castello di Tremonte, distrutto dopo il XV secolo, venne convocata l’assise.

Nel 1435, i rappresentanti dei Comuni del territorio si riunirono per contestare l’imposizione fiscale del Ducato di Milano. Decisero di consociarsi e di proporre al feudo, l’esenzione di tasse e dazi doganali per i loro possedimenti.

La proposta venne accolta nel 1440, anno in cui il gruppo venne identificato come Università (cioè universalità, ndr) del Monte di Brianza. Per la prima volta dunque, in documenti ufficiali, il territorio prese il nome di Brianza.

La frazione dove si tenne l’assise, caratterizzata da case riunite in corti e divise tra loro da strette viuzze, si barda a festa la domenica delle Palme di ogni anno (il fine settimana prima di Pasqua) grazie all’associazione Amici di Tremonte.

Il sodalizio apre al pubblico i cortili delle case, arricchendoli con esposizioni di quadri, mostre di oggetti del passato, auto e moto d’epoca oltre ad allestire una zona interamente dedicata ai bambini con giochi in legno adatti ad ogni età. Per maggiori informazioni è utile consultare il ben documentato sito internet www.amiciditremonte.org.

Sotto, alcune foto storiche e di momenti di festa a Tremonte.

La festa di Tremonte, giunta quest’anno alla 22° edizione, è anche una preziosa occasione per fare una scampagnata sui vicini sentieri che portano al paese di Colle Brianza, attraversando i rigogliosi boschi della frazione dove si trovano la torre di avvistamento medievale e il ponte romano. La prima tappa d’obbligo è però la chiesa di Santa Veronica, punto da cui parte la mulattiera che conduce nel bosco.

L’abside è semicircolare e l’interno ha una singola navata con tetto in legno a due falde e un arco ribassato all’ingresso del presbiterio. Quest’ultimo è decorato da una recente crocifissione (nella foto di apertura) che ha sostituito i dipinti dei Santi di cui si ha ultima memoria scritta nel 1567. Santa Veronica regge il lino con impresso il volto di Cristo in un pregevole dipinto del 1886, conservato all’interno, a firma di Antonio Sibella. Il pittore, originario della Bergamasca, lavorò anche nel Lecchese e in Valsassina.

La visita a Tremonte si può concludere con un piatto di insaccati e formaggi locali, offerti dai volontari durante la festa della frazione e un calice di rosso o bianco Pincianell IGT delle Terre Lariane prodotto nelle vicine terrazze di Montevecchia. Un ottimo e gustoso saluto al piccolo borgo che nel ‘400 contribuì, nel suo piccolo, a scrivere la storia del territorio brianzolo.

Davide Casati

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