Le feroci passioni suscitate dal dolce Tiramisù

Il Tiramisù, il dolce emblema dell’Italia gustato e copiato in tutto il mondo, è oggetto di una feroce lotta strisciantetra Veneto e Friuli.

Che abbia origini venete o friulane è una questione esclusivamente campanilistica; ciò che interesse agli italiani, veneti e friulani compresi, è che il Tiramisù sia una gloria nazionale che ha conquistato i palati internazionali tanto da diventare il dolce al cucchiaio più amato anche all’estero.

Il Tiramisù è tanto famoso che da un paio di anni è protagonista di una sorta di Coppa del mondo. Nata nel 2017, la Tiramisù Word Cup, organizzata a Treviso (Veneto) dalla Knowledge Company Twissen, società di gestione di progetti turistici, è una competizione aperta esclusivamente ai” pasticceri” dilettanti che si sfidano per conquistare il primo posto in una delle due classifiche in cui si articola la manifestazione: quella per la migliore realizzazione della ricetta originale, quella realizzata esclusivamente con gli ingredienti classici (uova, mascarpone, savoiardi, zucchero, caffè, cacao) e quella per la ricetta più creativa, con aggiunte personalizzate.

Il successo dell’edizione 2017 (i 350 posti disponibili on line “bruciati” in appena 12 ore, con partecipazione anche dall’estero e con menzioni e pagine su testate internazionali) hanno convinto gli organizzatori a portare a seicento il numero delle iscrizioni accettate per la competizione che si svolgerà dal 1° al 4 di novembre.

Gli ingredienti per la preparazione della ricetta classica del TiramisùRispetto all’anno scorso, la “disfida” sarà itinerante: la prima giornata a Conegliano (nel chiostro dell’ex convento di San Francesco), la seconda a Pieve di Soligo (Villa Brandolini), la terza a Valdobbiadene (Villa dei Cedri), quando andrà in scena l’ultima fase delle selezioni. Per semifinali e finale, invece, gli sfidanti premiati dalla giuria popolare (180 persone selezionate online) si ritroveranno alla Camera di Commercio di Treviso, dove un team di giurati esperti – trenta per le semifinali, nove per la finale – decreterà i vincitori di categoria.

Come abbiamo accennato all’inizio, il Tiramisù è oggetto di un furioso contenzioso “territoriale” tra veneti e friulani. Per i primi il dolce sarebbe nato nel 1962 nel ristorante Alle Beccherie di Treviso. Anzi secondo il sito marcadoc.com, il portale del turismo e informazione della Marca trevigiana, l’atto di nascita è stato sancito legalmente dalla delegazione dell’Accademia italiana della Cucina.

Secondo i friulani il tiramisù sarebbe, invece, nato negli anni Cinquanta a Pieris, in provincia di Gorizia, nel ristorante al Vetturino, dove è conosciuto anche come «tirimesù». La ricetta sarebbe data addirittura 1945!

Il 5 agosto 2017 il Friuli brucia il Veneto, facendo inserire il contestato dolce nel Pat, la lista dei prodotti agroalimentari tradizionali, assumendosene quindi la paternità. Ma il Veneto non ci sta: passano pochi mesi e Treviso rilancia organizzando la prima Tiramisù World Cup, annunciando anche la nascita di un museo dedicato proprio a questo dolce. Anche il Friuli ribatte realizzando un’impresa epica: un Tiramisù di quasi trecento metri che batte il record precedente di 260 metri.

Preparare un buon Tiramisù

In attesa di nuovi capitoli al vetriolo tra questi moderni Montecchi e Capuleti, torniamo al Tiramisù e a come si prepara. Per quanto riguarda la ricetta originale, vi proponiamo quella dell’Accademia del Tiramisù … di Treviso!

Ingredienti (per sei / otto persone) – 3 etti di mascarpone; tre tuorli d’uovo; zucchero (un cucchiaio e mezzo per tuorlo); biscotti savoiardi; caffè leggermente zuccherato; cacao amaro in polvere.

Preparazione – Sbattere i tuorli d’uovo con lo zucchero; nire il mascarpone ottenendo una crema morbida. Inzuppare i savoiardi nel caffè e disporli in uno strato che va ricoperto con la crema. Ripetere l’operazione, terminando con uno strato di crema. Porre il dolce il frigo per alcune ore ed, infine, cospargere la superficie con cacao amaro e servire freddo.

La fase più delicata nella preparazione è l’inzuppo dei savoiardi, perché, una volta immersi nel caffè, hanno la tendenza a disfarsi. Abbiamo trovato la soluzione a questo vero e proprio colpo all’amor proprio dell’aspirante pasticcere su una news pubblicata qualche anno fa sul sito dell’azienda Matilde Vicenzi che produce, tra l’altro, degli ottimi Savoiardi.

Il segreto è inzuppare il savoiardo nel caffè tiepido o quasi freddo, immergendone circa la metà orizzontalmente. Poi, Immergere circa metà savoiardo nel caffè per il verso orizzontale. Poi estrarlo dal caffè e rovesciarlo, appoggiandolo nella teglia con la parte bagnata sopra, in modo che si appoggi sulla parte asciutta: solo così l’inzuppo avverrà in modo ottimale, scendendo verso la parte non bagnata e imbibendo bene l’intero biscotto.

Perché Savoiardi?

A proposito sapete l’origine del nome dei Savoiardi? I “Biscotti di Savoia” videro la luce nel tardo Medioevo, e sarebbero stati creati dal cuoco della corte di Amedeo VI, per un fastoso pranzo organizzato in onore di una visita dei reali di Francia.

In seguito, grazie al successo ottenuto nel memorabile banchetto, questi biscotti fregiati del nome di “Savoiardi”, vennero adottati “ufficialmente” dalla Reale Casa Savoia diventando golosità molto ambita dai giovani eredi della dinastia

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