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La tradizione culinaria italiana deve molto alla cucina monastica, da cui provengono sino a noi ricette come quella del baccalà alla cappuccina. Agli ordini monastici medievali dobbiamo molto, non solo per aver salvato dall’oblio la cultura classica grazie al prezioso lavoro di tanti anonimi amanuensi ma anche per aver “impostato” quella che poi sarebbe diventata nei secoli successivi la nostra tradizione culinaria. Nelle cucine dei conventi si sperimentò molto grazie anche all’ampia disponibilità di materie prime provenienti sia da possedimenti propri sia dalle decime provenienti dal contado. In queste piccoleLeggi l'articolo
Cappon Magro
Cari amici, per la liturgia cattolica la Quaresima è il periodo di quaranta giorni che precede la celebrazione della Pasqua. La Quaresima, un periodo dedicato alla penitenza spirituale e del corpo, con giorni di digiuno accompagnati da quelli del “mangiar di magro”. Come la storia insegna, però, anche in questo campo il “mangiar di magro” quaresimale dei poveri è sempre stato ben differente dal “mangiar di magro” dei ricchi e dei potenti. Certo, formalmente a tavola questi ultimi rispettavano i limiti di continenza imposti del calendario liturgico (astinenza soprattutto dallaLeggi l'articolo
Frittata di Scammaro
La Frittata di Scammaro è un classico della cucina povera napoletana, ormai quasi dimenticato. Un tempo era un piatto del periodo quaresimale. Curiosa l’origine del nome della Frittata di Scammaro (foto di apertura da grandenapoli.it). Un tempo i monaci che per motivi di salute avevano il permesso di mangiare carne anche in Quaresima, per non turbare gli altri confratelli, mangiavano nella loro camera, in lingua napoletana “cammera “. Quindi” cammerare ” divenne sinonimo di mangiar di grasso, mentre il contrario, ” scammerare ” sinonimo di mangiar di magro. Ippolito Cavalcanti,Leggi l'articolo
Quaresima di Brueghel
La Quaresima è il periodo che separa la fine del Carnevale dalla celebrazione della Pasqua. La Quaresima comprende quaranta giorni in cui la tradizione cristiana chiama alla penitenza e alla preghiera, in ricordo dei quaranta giorni trascorsi da Gesù nel silenzio del deserto, nel digiuno e nella preghiera (Matteo 4,1-11). Un tempo al credente venivano imposti il digiuno ed il “mangiar di magro”: trasgredire alla regola poteva essere punita, per lo meno ai tempi di Carlo Magno, con la pena di morte. Tutto ebbe inizio alla fine del quarto secoloLeggi l'articolo
Pasimata dolce tipico della Valle del Serchio

Scritto il Marzo 18, 2016Da La RedazioneIn Cucina gustosa

Pasimata, il dolce di fine Quaresima

Si chiama Pasimata ed è tipica della Valle del Serchio e della lucchesia in generale. La Pasimata (o Passimata)  è un dolce che a Lucca e nella sua provincia viene consumato  tradizionalmente durante la Quaresima e, benedetto in chiesa, nel giorno di Pasqua. In pratica è una  “schiaccia”, dolce toscano che prende il nome dalla tradizione di preparare, alla fine della Quaresima, tanti dolci schiacciando decine di uova. Nella versione originale la Pasimata è un normale pane, non dolce, che con il trascorrere del tempo è stato ingentilito dalla presenza dello struttoLeggi l'articolo