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Strozzapreti, la pasta romagnola anticlericale

Continuiamo il nostro viaggio nel mondo della pasta fresca italiana, iniziato con i Bigoli, e trasferiamoci dal Veneto alla Romagna per conoscere un tipo di pasta altrettanto semplice e buona detta Strozzapreti.

Strozzapreti al ragù

Sull’origine dello strano nome non vi sono, come al solito, certezze anche se le leggende e le possibili spiegazioni ruotano attorno allo spirito anticlericale diffuso in quella terra oppressa per lungo tempo dalla dominazione non sempre benevola dello Stato Pontificio.

Il territorio romagnolo fu donato alla Chiesa dai Franchi fin dalla seconda metà del secolo VIII e, fra vicende alterne, rimase legato ad essa fino alla fine del Settecento e alla calata di Napoleone in Italia. Alla caduta dell’imperatore i territori tornarono alla Chiesa, ma contro il ripristinato potere papale scoppiarono moti e rivolte.

Sempre nella prima metà dell’Ottocento si sviluppò anche il fenomeno del brigantaggio, le cui imprese il popolo interpretò, in alcuni casi, come atti di ribellione contro l’opprimente potere papale. come nel caso,  del “Passator cortese, re della strada, re della foresta” di pascoliana memoria, al secolo Stefano Pelloni.

In realtà, i comportamenti del Passatore sono da considerarsi quelli tipici di un criminale che gratuitamente seminava violenza e uccideva con sadismo: è stato, ad esempio, l’unico brigante dell’Ottocento ad aver sezionato alcune vittime. In un caso il Pelloni sparò a sangue freddo a un uomo semplicemente perché uno dei suoi aveva insinuato che si trattasse di una spia.

Stefano Pelloni detto il Passatore

Delle sue gesta, quelle che seminarono il terrore, e che gli diedero fama, furono le vere e proprie occupazioni militari di interi paesi – Bagnara di Romagna (16 febbraio 1849), Cotignola (17 gennaio 1850), Castel Guelfo (27 gennaio 1850), Brisighella (7 febbraio 1850), Longiano (28 maggio 1850), Consandolo (9 gennaio 1851) e Forlimpopoli (sabato, 25 gennaio 1851) – durante le quali mise a sacco le abitazioni dei più ricchi, che venivano seviziati (e in alcuni casi assassinati) per farsi rivelare i nascondigli del denaro e dei gioielli.

Tra tutte, rimase tristemente famosa l’occupazione di Forlimpopoli, avvenuta nella notte del 25 gennaio 1851. Durante l’intervallo di una rappresentazione, i briganti penetrarono nel Teatro Comunale (oggi teatro Verdi). Saliti sul palcoscenico, puntarono le armi contro gli spettatori terrorizzati e, facendo l’appello, rapinarono uno ad uno gli spettatori presenti in sala. Fra le famiglie rapinate vi fu anche quella di Pellegrino Artusi, il padre della cucina italiana.

A “raccolto” concluso, gli efferati banditi stuprarono alcune donne, e tra queste Gertrude, sorella dell’Artusi, la quale impazzì per lo choc. La vicenda al Teatro di Forlimpopoli divenne talmente popolare da essere cantata per decenni dai cantastorie.

Sia come sia, il rancore per il potere clericale era superiore alla paura dei briganti e portò alla realizzazione degli Strozzapreti. Nome che deriverebbe dall’augurio a soffocarsi che le azdore romagnole facevano ai preti ogni volta che cucinavano questa pasta, in un moto di ribellione soprattutto verso quei prelati che avevano il compito di riscuotere i tributi, cosa che suscitava  notevole malumore e istinti violenti nel popolo.

Pellegrino Artusi e la copertina della sua opera più famosaUn’altra leggenda vuole che questa pasta semplice e povera venisse preparata dalle donne di casa quando non avevano più uova, poiché il prete le era portate via tutte. Le massaie, quindi, mentre impastavano la sola farina con l’acqua, imprecavano affinché il prete si strozzasse mentre mangiava le uova con le quali avrebbero potuto fare la pasta per la propria famiglia.

Un’ultima interpretazione, infine, vuole che il nome derivi dal fatto che le donne romagnole preparassero questo tipo di pasta per offrirla al prete del paese e che i mariti gli augurassero di “strozzarsi” mentre si abbuffava di quanto offertogli.

Solo acqua, farina ed un po’ di sale

Quel che è certo è la squisitezza dei piatti preparati in Romagna con gli Strozzapreti. È una pasta povera, in quanto priva di uova, come già ricordato, ed è estremamente facile da preparare. Ecco la ricetta:

Ingredienti (per 6 persone) – 500 g di farina, acqua tiepida e sale. Tutto qui!

Preparazione – Disporre la farina a fontana aggiungere un pizzico di sale e versare l’acqua nella farina in quantità sufficiente per ottenere un impasto piuttosto consistente ma omogeneo. Lavorarlo per qualche minuto con il palmo della mano, quindi stendere col mattarello una sfoglia dello spessore di circa 2 mm.

Tagliare delle striscioline larghe circa 1,5 cm e prenderne una alla volta, arrotolarle fra le palme delle mani per spezzarle, poi, con le dita, così da ridurle ad una lunghezza di 8-10 cm circa.

Riempire una pentola d’acqua e portarla a bollore, salarla, versare gli strozzapreti e far cuocere per circa quattro minuti. Condire con sugo di salsiccia e parmigiano, ragù romagnolo o sugo agli strigoli.

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