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Cantalice, il borgo di San Felice all’Acqua e delle Strengozze

Dopo i veneti Bigoli ed il romagnoli Strozzapreti, il nostro viaggio alla scoperta dei diversi tipo di pasta fatta a mano di cui è ricca la nostra Penisola ci porta a Cantalice, incantevole borgo della provincia di Rieti che regala una vista mozzafiato sui laghi Lungo e Ripasottile.

Un borgo magico e unico per il suo aspetto urbanistico, che si sviluppa in verticale lungo un ripido sperone di roccia e culmina nella torre difensiva e nella caratteristica chiesa di San Felice. Chi decide di affrontare a piedi i 350 scalini che conducono nel cuore del borgo antico, può godersi le case in pietra, le scale, le fontane e le piccole chiesette che circondano la scalinata.

Da visitare il Santuario di San Felice all’Acqua. San Felice nacque il 1515 a Cantalice da una famiglia povera in un piccolo borgo ai confini tra lo Stato Borbonico e Pontificio. I suoi compaesani ammiravano la sua straordinaria pietà e dicevano che sarebbe diventato santo.

Si narra, che durante una calda giornata di lavoro, nel luogo dove oggi sorge il santuario a lui dedicato, Felice avesse pregato per far scaturire una sorgente d’acqua, percuotendo la terra con un bastone. Si narra ancora che si muovesse scalzo per la città, abitudine che gli procurò delle ferite ai piedi.

Al momento della morte – avvenuta a Roma il 18 maggio 1587 nel convento di S. Croce e Bonaventura dei Lucchesi, il lunedì di Pentecoste – i suoi piedi divennero lisci come quelli di un bambino. Negli anni a seguire, dalla sua tomba sgorgò un liquido chiaro e denso di color argento, che venne raccolto da alcune suore e usato per guarire numerosi infermi.

Le Strengozze e la persia

Un piatto di Strengozze
Un piatto di Strengozze Cantaliciane

Vanto culinario di Cantalice sono le Strengozze, un piatto semplice che racchiude in sé l’intera storia di questo borgo. Una pasta fatta a mano, secondo una ricetta tramandata di generazione in generazione, a base di acqua, farina, pomodoro(oggi passata di pomodoro), olio, peperoncino ed aglio. La particolarità sta nel condimento impreziosito dal profumo della persia, una pianta simile alla maggiorana che cresce proprio in questo tratto della provincia di Rieti.

Preparazione –  Setacciate la farina a fontana, fate un incavo al centro e versateci l’acqua, impastate e quando l’impasto sarà morbido e liscio, fatene una palla. Nel frattempo preparate un soffritto con olio, aglio e peperoncino, unite il pomodoro e a cottura ultimata la maggiorana, in mancanza della persia.

Le Strengozze Cantaliciane si realizzano stendendo la sfoglia di pasta, spessa tra i 2 e i 4 mm, poi tagliata a strisce di forma quadrata o rettangolare, di circa 4 mm di larghezza e lunghezza di circa 30 cm.

La forma richiama quella delle stringhe da scarpe, dal cui nome alcuni pensano derivi quello degli strangozzi. In particolare, secondo tale ipotesi, il nome deriverebbe dalle stringhe che venivano usate, nello Stato Pontificio, dai rivoluzionari per strangolare i preti e sarebbe quindi il risultato di una fusione di stringa e strangolare.

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