A Rutigliano i fischietti sono di terracotta

A Rutigliano l’arte figula ha origini che si perdono nel Neolitico e che ha prodotto manufatti di ogni tipo. Anche fischietti.

Museo RutiglianoFin da ottomila anni fa la zona dove oggi sorge Rutigliano, cittadella di origine medievale adagiata sui primi rialzi delle Murge baresi, ha visto all’opera quegli artigiani che i romani chiameranno figuli, ossia vasai.

Infatti, le diverse campagne di scavo archeologico hanno portato alla luce un gran numero di contenitori in argilla decorati ad impressioni a crudo, prodotti per contenere soprattutto grano e orzo, risalenti a diverse epoche.

Questa vasta produzione ceramica è stata favorita dalla copiosa presenza nell’area di un tipo particolare di argilla dalle sfumature rossicce, grazie a cui si è sviluppata nel corso dei secoli una attività lavorativa che ha fatto di Rutigliano fino a qualche decennio fa uno dei centri più fiorenti dell’Italia meridionale per la produzione di ceramica da fuoco: tegami, pignatte, vasi, anfore, che poi erano commercializzati nei mercati e nelle fiere di molte città italiane.

Oggi, c’è una sola bottega a mantenere viva l’arte figula che ha marcato indelebilmente la storia economica e sociale di Rutigliano. È quella di Tonino Samarelli, che continua a modellare con maestria le sue inconfondibili “pignate” al tornio, prima di cuocerle in una fornace che risale al ‘700.

Accanto alla produzione di vasi, tegole, suppellettili e stoviglie di uso domestico, il figulo rutiglianese ha sempre affiancato la creazione di “giocattoli rompitimpani” (i “tintinnabula” di età romana) destinati soprattutto al diletto dei bambini. Questi manufatti erano caratterizzati inizialmente da raffigurazioni zoomorfe dalle simbologie di natura propiziatoria.
Tra le rappresentazioni più diffuse vi era il “gallo”: non è un caso che il fischietto più antico finora rinvenuto nella zona di Rutigliano sia proprio un bel gallo di terracotta con tanto di zufolo, databile al XIV secolo.

Galletti fischianti di terracotta ancora oggi sono protagonisti nella tradizionale festa di Sant’Antonio Abate, che si celebra il 17 gennaio. Per antica e radicata usanza, infatti, in questo giorno dedicato a Sant’Antonio Abate gli uomini di tutte le età di questa città donano alle proprie donne il “gallo-fischietto” come dichiarazione d’amore.

Ma il 17 gennaio segna anche l’inizio del Carnevale, ossia dell’unico periodo dell’anno deputato sin dal Medioevo alla sovversione dell’ordine stabilito e del rovesciamento dei ruoli.

In quel periodo l’umile figulo poteva così arrischiarsi, senza timore di essere perseguito, di schernire le autorità ed i potenti della città, riprodotti sotto forma di pupi sonanti di argilla. Oggi soggetti degli “scherzi bburleschi” sono spesso i personaggi dello spettacolo, dello sport ed, ovviamente, della politica.

I “pupi sonanti” di terracotta di Rutigliano – che oggi hanno per soggetto i personaggi dello spettacolo, dello sport ed, ovviamente, della politica – hanno ottenuto il marchio di riconoscimento De.Co. (Denominazione Comunale di Origine).

I fischietti di terracotta di Rutigliano hanno la loro ribalta nazionale durante l’annuale Fiera di gennaio, cui si abbina una competizione artistica, prima nel suo genere in Italia, che annualmente vede protagonisti i più importanti artisti italiani della terracotta.

Nel 2003 i fischietti realizzati dagli artigiani di Rutigliano hanno ottenuto il marchio di riconoscimento De.Co. (Denominazione Comunale di Origine).

Chi vuole addentrarsi in questo mondo così particolare, non può perdersi una visita al locale Museo Civico del Fischietto in Terracotta, dedicato al pioniere dell’industria locale Domenico Divella, fondatore dell’omonimo pastificio.

Fichietto Vota Antonio - Museo di RutiglianoOspitato nell’ex convento di San Domenico, il museo accoglie una collezione di oltre 700 esemplari che rappresentano un vero e proprio viaggio nel variegato mondo del fischietto in terracotta di Rutigliano, alla scoperta delle forme, dei simboli e dei rituali del mondo contemporaneo, sempre però con uno sguardo alla secolare tradizione figula.

I fischietti esposti, per la maggior parte di dimensioni piccole e dai colori vivaci, rappresentano una ricca carrellata di soggetti umani e animali raffiguranti negli aspetti più bizzarri e stravaganti.

Si possono vedere i volti delle personalità del mondo civile, politico e religioso locale, spesso riproposti in forma caricaturale, come la donna con ombrello e l’uomo ben vestito, il prete, il sindaco, il carabiniere, ma anche famosi personaggi dello spettacolo, del cinema e della musica.

Numerosi i fischietti con protagonista la figura di Sant’Antonio Abate, rappresentato sempre con gli stessi abiti e spesso in compagnia di animali o di personaggi politici.

Tutti i fischietti esposti al Museo Divella si caratterizzano per l’imboccatura labiale abbinata ad un dispositivo sonoro a fessura interna. Generalmente l’imboccatura viene modellata a parte ed inserita al termine della costruzione, costituendo così un dispositivo sonoro del tutto autonomo ed indipendente dalla dimensioni “fisiche” del fischietto.

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