Pizza napoletana, tu vuo’ fa’ l’americana

Come ci hanno mostrato in tanti film e telefilm, gli americani mangiano tanta pizza.

La pizza fa parte della loro alimentazione come gli hot-dog, il tacchino della Festa del Ringraziamento, le enormi bistecche cotte sugli onnipresenti barbecue, le frittelle inondate di sciroppo d’acero, la torta di mele.

La pizza che mangiano a tutte le ore fa talmente parte della loro (scarsa) cultura gastronomica da averli convinti di esserne gli inventori. E per certi versi non hanno del tutto torto.

La pizzeria di Gennaro Lombardi nel 1905.

La pizzeria di Gennaro Lombardi nel 1905.

La pizza “a stelle e strisce” ha un anno ed un luogo di nascita (1905, Little Italy, New York) ed un “padre”, Gennaro Lombardi, giovane immigrato arrivato nel 1897 nella Grande Mela, dove nel 1905 aprì quella Lombardi’s che viene considerata la prima pizzeria degli Stati Uniti.

Certo la pizza non era sconosciuta a quei tempi negli States, ma era confinata nelle cucine degli immigrati del Mezzogiorno d’Italia, preparata come tradizione imponeva.

Il colpo di genio di Gennaro Lombardi fu quello di proporre agli yankee ad un prezzo molto conveniente (solo un centesimo di dollaro) una pizza ispirata sì a quella napoletana ma diversa nell’utilizzo di ingredienti (quasi tutti locali), nel metodo di cottura ed oggi anche nelle dimensioni. In comune rimaneva la crosta bruciacchiata, l’utilizzo della salsa di pomodoro e la manciata di mozzarella.

Invece dei forni a legna, Lombardi utilizzò i più semplici forni a carbone che permettevano di raggiungere una temperatura più elevata di 200 gradi, velocizzando così la cottura. Invece di una pizza dal bordo croccante e dal centro morbido e filante, che andava mangiata con forchetta e coltello, dai forni a carbone ne usciva una un po’ fuligginosa, con crosta più dura, che però poteva essere “porzionata” con le mani.

Negli States la pizza si mangia rigorosamente con le mani ed in compagnia.

Negli States la pizza si mangia rigorosamente con le mani ed in compagnia.

Inoltre la Neapolitan – American pizza, come viene spesso chiamata, ha oggi un diametro di circa 40 centimetri che ne fa un cibo che va consumato da più persone, magari assistendo ad una partita di baseball davanti alla televisione, con in mano l’immancabile lattina di birra.

Ma ritorniamo alla nostra storia. Per anni Gennaro Lombardi sfamò legioni di nostri connazionali dando loro un assaggio di casa. Il suo successo fu tale da indurre alcuni suoi dipendenti ad aprire una loro pizzeria in varie zone della città, “esportando” così fuori da Little Italy la cultura della pizza.

Nel 1924 Anthony “Totonno” Pero aprì a Coney Island Totonno’s, cinque anni dopo fu la volta di John Sasso e della sua John’s Pizza in Bleecker Street, nel 1933 Pasquale “Patsy” Lanceri con la sua Patsy’s a Harlem.

Lombardi’s, John’s Pizza, Patsy, Totonno’s sono ancora in piena attività (con il forno a carbone sostituito da uno a gas) e vengono considerati come i veri fondatori della Neapolitan – American, la pizza newyorkese verace.

La Mafia della pizza

Nel 2012 la pizza ha rischiato di scatenare a New York una vera e propria guerra tra famiglie mafiose. Ecco come ha raccontato la faccenda il New York Daily News, poi ripresa da newsfood.com.

Secondo il New York Daily News, i problemi sarebbero iniziati per colpa della pizzeria L&B Spumoni Gardens di Brooklyn, che vive e prospera ancora oggi grazie ai suoi prodotti (pizza in primis) di elevata qualità e alla sue ricette segretissime.

Anche la pizza interessa alla mafia newyorkese.

Anche la pizza interessa alla mafia newyorkese.

Tuttavia, The Square di Eugene Lombardo, ristorante di Staten Island, aveva visto aumentare i clienti grazie ad una pizza la cui composizione era troppo simile a quella di Spumoni Gardens, locale sotto la protezione della Famiglia Colombo, una delle “Cinque Famiglie” che costituiscono The Mob, la mafia italoamericana di New York.

Per punire quelli che vedeva come ladri di ricette Francis Guerra, “esattore” dei Colombo, ha iniziato ad estorcere soldi a The Square, protetto dai Bonanno.

Per scongiurare una guerra vera e propria, le due Famiglie si sono incontrate in un locale neutrale, il Panera Bread Cafe di Brooklyn. Durante i negoziati, i Colombo hanno posto le loro condizioni: fine della guerra per una quota sul ristorante o un risarcimento (75mila dollari) per il furto della ricetta.

A ridurre le richieste ci ha pensato Anthony Calabrese, alleato dei Bonanno, secondo cui non è possibile verificare l’originalità di ogni pizza della Grande Mela. Risultato, i Colombo si sono accontentati di 4mila dollari, pagati loro da Eugene Lombardo. Guerra solo rimandata?

 

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