Piatlina

Piatlina, il bianco “segreto” della Valle Grana

Le nostre montagne nascondono tradizioni gastronomiche antiche ed “ingredienti” preziosi per il buongustaio. Come la piatlina della Valle Grana.

Oggi trovare delle buone patate, asciutte e saporite, è sempre più difficili, tant’è che le nuove generazioni conoscono ormai sono quelle umide, dal sapore un po’ dolciastro in vendita nei supermercati.

Il Santuario di Castelmagno

Il Santuario di Castelmagno

Se però siete tra quelli che adorano questo tubero ed amano la ricerca delle  “buone cose di una volta”, allora vi segnaliamo una meta che concilia queste due passioni: Valle Grana.

Si tratta di una valle del cuneese attraversata dal torrente Grana, che si snoda tra le Valli Stura e Maira. È considerata un’enclave linguistica provenzale: nella valle laterale di Sancto Lucio, infatti, ha sede il Coumboscuro Centre Prouvençal, che da anni si occupa del recupero e della salvaguardia di questa lingua.

La località più nota e spettacolare della Valle Grana è Castelmagno, dove il paesaggio si apre in tutto il suo fascino alpino. Proprio qui, a 1800 metri di altezza, sorge un Santuario le cui origini pare risalgano a culti delle popolazioni pre-romane. Dedicato a San Magno, prode soldato della mitica Legione Tebea, conserva pitture del ‘400-‘500.

Per gli amanti della genuinità Castelmagno non è, però, solo il nome di una località, ma anche di un rinomatissimo e prelibato formaggio DOP prodotto negli alpeggi di alta valle.

Meno nota è, invece, la deliziosa patata piatlina  tipica proprio della Valle Grana e così chiamata per la sua forma leggermente schiacciata. Dalla polpa bianchissima e dalla buccia color paglierino, è ottima bollita ed è indicatissima  per la produzione di patate fritte, del purè, di gnocchi e nelle minestre e minestroni come la tipica Ola al  forn piemontese (Ula al furn).

Patata Piatlina della Valle Grana

Patata Piatlina della Valle Grana

La piatlina è una delle patate più antiche della media-bassa Valle Grana. Qui, infatti, viene coltivata da sempre, nonostante le difficoltà legate alla salute del tubero e all’avvento di varietà più remunerative.  A quella “di campagna” se ne aggiunge anche un’altra detta “di montagna”, coltivata ad un’altitudine superiore ai 600 metri.

La piatlina è anche un ingrediente per la preparazione della tradizionale e semplicissima ricetta bodi en balo e aioli: patate bollite con la buccia, in coccio, e accompagnate con una salsa provenzale all’aglio.

Ingredienti – 4 spicchi grandi d’aglio, olio di semi di arachide 300 ml, sale fino q.b., succo di limone filtrato, 1 cucchiaio di pepe bianco q.b., 3 tuorli d’uovo (di cui uno sodo), 10/12 patate.

Procedimento – Lessate le patate con la buccia in acqua salata. Procedete, quindi, alla preparazione dell’aioli, tritando o pestando in un mortaio degli spicchi d’aglio e aggiungendo dei tuorli d’uovo, succo di limone, sale, pepe bianco e olio a filo, proprio come per la tradizionale preparazione della maionese.

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