Pachino, tra pomodori e storia

Nel viaggio verso le vacanze ci capiterà senza dubbio di fermarvi ad un autogrill per una pausa per rifocillarvi.

Ebbene, è probabile che tra la nota offerta di panini e tramezzini ce ne sia uno contraddistinto dalla dicitura VIP Rosso Pachino, dopo VIP sta per Very Italian Panino: mozzarella pugliese, basilico fresco e quel pomodoro di Pachino IGP che sta riscuotendo un buon successo anche nei supermercati di tutt’Italia, dopo essere stato per lungo tempo un prodotto a diffusione poco più che regionale.

Coltivato fin dagli anni Venti del Novecento nella fascia costiera del comune di Pachino (Siracusa) e zone limitrofe, questo ortaggio inizialmente risentiva, come diffusione delle coltivazioni, della concorrenza della vite. Dagli anni Cinquanta del Novecento, grazie anche all’introduzione delle coltivazioni protette da copertura, si è registrata una maggiore diffusione ed estensione delle aree coltivate a pomodoro.

Pachino vuol dire pomodoro

La caratteristica principale del pomodoro di Pachino è, essenzialmente, quella di diventare produttivo con un anticipo sulle altre varietà di 15-20 giorni; caratteristica dovuta senza dubbio alle condizioni climatiche, soprattutto temperatura ed insolazione, che caratterizzano la zona produttiva.

La coltivazione attuale avviene tuttavia in tunnel coperti (scoperti nel periodo estivo) per evitare gli sbalzi piuttosto repentini e consistenti di temperatura che caratterizzano, oltre all’alternanza giorno notte, anche alcuni periodi dell’anno durante i quali spesso, in passato, si poteva avere la perdita di tutto il raccolto.

Le specificità di questa varietà di pomodoro sono di tipo organolettico, dovute al microclima marino ed alla salinità specifica dell’acqua d’irrigazione. Tre le varietà: tondo liscio, costoluto, ciliegino o cherry, quest’ultimo a grappolo di colore rosso vivo, gli altri due solitamente di color verde brillante (il liscio può essere anche rosso).

I caratteri organolettici originano un prodotto dal sapore dolce, con frutti di buona consistenza e durabilità, con buccia liscia e lucida. La raccolta si effettua a mano, quando i frutti maturano, in 3-4 giorni circa dall’inizio della produttività delle piante.

Utilizzato a crudo per arricchire le insalate di stagione, trova impiego anche nelle paste, nella pizza, nelle minestre di verdura. In Sicilia si preparano, tradizionalmente, i pomodori essiccati al sole e conservati nell’olio, ottimi per insaporire bruschette e tartine, paste asciutte e carni lessate e come ingredienti di salse saporite.

Pachino vuol dire storia

Pachino, oggi uno dei sinonimi di pomodori di qualità, è stato teatro di un episodio bellico poco noto, di cui ricorre il 70° anniversario tra qualche giorno.

Nella notte fra il 9 e 10 luglio 1943, infatti, ebbe inizio l’operazione Husky; l’ 8ª armata britannica sbarcò sulle coste difese dalla 206ª divisione costiera (generale d’Havet) divisa in due blocchi: uno formato dal XIII corpo (due divisioni) su 20 Km di fronte, difesi da un battaglione costiero e 5 batterie, l’altro formato da due divisioni e una brigata su 34 km di fronte ai due lati della penisola di Pachino, difesi da un battaglione e mezzo e da 4 batterie.

sbarcoinSicilia1943La 7ª armata americana sbarcò con il II corpo d’armata (tre divisioni) su un fronte di 58 Km, difeso dalla 18ª brigata costiera (generale Maniscalco) forte di 4 battaglioni e 10 batterie, e su quello di 21 Km, difeso da un battaglione della 207ª divisione costiera (generale Schreiber) con 2 batterie e un treno armato.

Si afferma che la difesa costiera non oppose resistenza; prima di tutto bisogna chiedersi quale difesa potessero opporre forze tanto esigue, diluite su così ampi fronti, contro le ondate di anfibi e di mezzi da sbarco, che giungevano alla spiaggia sotto la protezione delle grosse artiglierie delle navi.

In secondo luogo si può affermare che resistettero come e quanto le circostanze lo consentirono, poiché si hanno testimonianze che lo provano. Peter Kemp ammette che sul fronte del XIII corpo britannico, i progressi iniziali furono più lenti a causa dell’azione dell’artiglieria nemica; evidentemente le 4 batterie in posizione fecero un buon lavoro.

Il comandante Anthony Kimmins ammise che la difesa costiera reagì contro i mezzi da sbarco, scrivendo su “Il Mese” dell’ottobre 1943, che gli italiani confusi dalla massa di imbarcazioni, sparavano in tutte le direzioni rivelando così le posizioni delle batterie e dei fortini e i cacciatorpediniere cominciarono a controbatterli con le loro artiglierie.

Il cappellano del 149° reggimento costiero, autorizzato dagli inglesi a seppellire i caduti, contò intorno al caposaldo di Fontana Bianca, nel settore del XIII corpo britannico, 105 salme di inglesi e nell’interno del caposaldo 14 salme di italiani, la metà del presidio. Taluni capisaldi resistettero per qualche ora, finché caddero uccisi i comandanti e gran parte degli uomini, come testimoniano le medaglie al valore.

Naturalmente fra caposaldo e caposaldo esistevano ampi intervalli, nei quali penetravano senza combattere fanteria e carri armati che continuavano a sbarcare con successive ondate e così si diffuse l’impressione che fosse mancata la resistenza. Come sarebbe stato possibile avere una linea continua di difensori lungo tutta l’estensione di coste attaccate?

Uno dei fortini distrutti sulla costa di PachinoNella relazione dello stato maggiore canadese si addice, a prova di scarsa resistenza degli italiani, il fatto che la 1ª divisione canadese durante lo sbarco perdette soltanto 75 uomini, fra morti e feriti. Se si considera che sul fronte della divisione non vi erano più di 250 uomini, il fatto che essi abbiano colpito 75 avversari, dimostra che hanno combattuto e sparato anche molto bene.

La sera del 10 luglio l’occupazione della penisola di Pachino fu completata. Lungo i 34 km. di costa da Marzameni a Punta Castellazzo sbarcarono la 231ª brigata Malta e l’intero 30° corpo d’armata che ebbero di fronte il CCXLIII battaglione costiero, una compagnia del DXLII, due compagnie mitraglieri, 4 batterie di artiglieria e, poi durante la giornata, due gruppi mobili corrispondenti.

La sistemazione del campo di aviazione di PachinoLa 1ª divisione canadese formata dal 40° e dal 41° commando dei “Royal Marines”, sbarco più a ovest e sgomberò il campo di aviazione di Pachino, che a mezzogiorno era già utilizzabile come pista di emergenza, benché gli italiani lo avessero sconvolto arandolo.

Durante la mattinata la 50ª divisione britannica conquistò Avola e Noto e la 5ª divisione britannica, appoggiata da uno sbarco del commando n.3 sul fianco destro, occupò Cassibile. Durante la stessa giornata il corpo d’armata occupò le alture poste all’interno che dominavano la strada costiera e la linea ferroviaria che porta a Siracusa.

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