L'oro rosso di San'Antonio Abate

Oro Rosso, la grande festa del pomodoro

A Sant’Antonio Abate (Napoli) ritorna, dall’8 al 10 luglio Oro Rosso, evento per  valorizzare il pomodoro come prodotto d’eccellenza.

La locandina di Oro Rosso 2016Oro Rosso, oltre a promuovere il pomodoro, intende riportare alla memoria tradizioni ad esso legate, tradizioni che lentamente si stanno perdendo.

L’evento, a cura del Centro Parrocchiale Santa Maria Rosa Nova, immergerà i visitatori in un gustoso viaggio gastronomico, con la collaborazione di Slow Food – Condotta Monti Lattari – per riscoprire il mondo del pomodoro. Quel pomodoro che è l’elemento principale intorno al quale gira l’economia di Sant’Antonio Abate, nota per la trasformazione, la lavorazione e la coltura del pomodoro.

Ovviamente, ad Oro Rosso non mancheranno momenti d’intrattenimento musicale (con i Ricchi e Poveri venerdì 8) e di cabaret.

Da afrodisiaco a … oro rosso

La storia del pomodoro ( pianta annuale della famiglia delle Solanaceae, i cui frutti hanno il caratteristico colore rosso) ha, per certi versi, aspetti galanti.

Il luogo di nascita è il Nuovo Continente, in quella parte oggi compresa fra Messico e Perù. I primi ad apprezzarlo furono gli atzechi, che lo introdussero nella loro cucina sotto forma di salsa.

In Europa il pomodoro arrivò nel 1540, insieme ai tesori depredati agli atzechi dai conquistadores di Hernan Cortés, conquistandosi la fama di potente afrodisiaco.  Per questa ragione i francesi la soprannominarono “pomme d’amour” pomo d’amore, mentre sir Walter Raleigh (navigatore, corsaro e poeta inglese) pensò bene di omaggiare di una piantina carica di questi “frutti” la regina Elisabetta I, di cui era il favorito, battezzandola vezzosamente “apples of love” (pomi d’amore).

L'oro rosso di San'Antonio AbateFin qui la parte galante della storia, perché i più guardarono con molto sospetto questo ortaggio, ritenuto potenzialmente velenoso per la sua somiglianza con l’erba morella Solanum nigrum: in realtà sono tossiche solo le parti verdi, ossia foglie e fusto.

Comunque, anche i denigratori più feroci non poterono negare che la pianta fosse troppo bella ed … esotica per essere ignorata. Così fu usata come elemento decorativo di finestre e balconi dei palazzi dei notabili più ricchi dell’epoca barocca.

In Italia il pomodoro arrivò nel 1596, dove decenni dopo, grazie alle condizioni climatiche favorevoli del nostro Mezzogiorno, si ebbe, con selezioni e innesti successivi, il viraggio dall’originario e caratteristico colore oro, che aveva dato il nome alla pianta, all’attuale rosso,.

Le prime sporadiche segnalazioni di impiego del pomodoro in cucina, fresco o spremuto e bollito per farne un sugo, si registrarono in varie regioni dell’Europa meridionale del XVII secolo.

Soltanto alla fine del Settecento la coltivazione a scopo alimentare conobbe però un forte impulso, specie nella zona del napoletano, dove si diffuse rapidamente tra la popolazione, storicamente oppressa dai morsi della fame, diventando un ortaggio tipico e fondamentale della cucina campana.

Nel 1762 ne furono definite le tecniche di conservazione in seguito agli studi di Lazzaro Spallanzani che, per primo, notò come gli estratti fatti bollire e posti in contenitori chiusi non si alterassero.

La frittata del Medio Oriente

Per concludere, vi parliamo della frittata di pomodori. Molto conosciuta in Medio Oriente è un piatto che ha davvero grandi qualità: estremamente economico, veloce e facile, è un piatto delizioso che vi verrà in aiuto nei momenti di crisi di tempo, di portafoglio o di creatività in cucina. Ecco la ricetta secondo gli organizzatori di Oro Rosso.

Ingredienti (per 4 persone) – 6 uova; 4 pomodori; 3 cucchiai di parmigiano; 1 cipolla; sale q.b.; pepe nero q.b. ; 4 cucchiai d’olio extra vergine d’oliva.

Procedimento – Sbollentare i pomodori incisi in acqua bollente per 30 secondi, privarli della pelle, dei semi e dell’acqua di vegetazione, tagliarli a pezzetti.

Affettare finemente la cipolla e farla rosolare in olio, aggiungere il pomodoro e far cuocere pochi minuti al fine di asciugarlo bene. Nel mentre sbattere le uova con il parmigiano sale e pepe. Quando i pomodori avranno perso la loro umidità regolare di sale ed unire il composto di uovo, mescolare per uniformare il tutto, coprire e portare a cottura, circa 6 minuti a fuoco medio.

Una volta compattata la parte superiore della frittata, girarla aiutandosi con il coperchio e far cuocere ancora per un minuto. Servire la frittata tagliata a quadretti.

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