Falò di San Giovanni

Notte di San Giovanni, notte delle streghe

Quello di San Giovanni, il 24 giugno, è un giorno carico di significati magici che s’intrecciano con credenze della tradizione cristiana.

Falò di San GiovanniCon il giorno di San Giovanni si conclude il periodo del solstizio d’estate iniziato nella notte tra il 21 ed il 22 giugno. I giorni iniziano ad accorciarsi, il sole ad allontanarsi dalla terra, dopo aver raggiunto la sua massima inclinazione positiva.

In età precristiana il giorno del solstizio d’estate era sacro ed era usanza trarre presagi sul proseguo dell’anno. In tempi più recenti si riteneva che chiunque si fosse bagnato con la rugiada durante questa magica notte si dotava di una barriera difensiva contro ogni tipo di corruzione.

In questo breve ma intenso arco temporale tutte le piante e le erbe della terra son influenzate da una particolare forza. Bagnate dalla rugiada e intrise di una potenza nuova, vanno raccolte in vista di future applicazioni sino a quando, l’anno successivo saranno bruciate nei falò (i cosiddetti falò di San Giovanni) per essere rinnovate.

Con l’utilizzo di erbe raccolte durante il solstizio d’estate un tempo si preparavano talismani con la convinzione che la singolare posizione degli astri li caricasse di particolari virtù. Tra le erbe di San Giovanni usate come talismani le più conosciute sono:

San Giovanni Battista− l’iperico dai fiori gialli, da tenersi sul corpo tutta la notte per proteggere dalle sventure, e garantire sonni sereni, o fuori dalle porte per proteggere le famiglie;
− l’artemisia, contro il malocchio;
− la ruta, per le proprietà curative, e come scaccia diavoli, data la sua forma a croce;
− la menta, bagnata dalla rugiada a garanzia della lunga vita;
− la salvia, a proteggere dalle creature malvagie;
− la verbena, simbolo di pace e prosperità; cara alle streghe, era in grado di guarire dalle malattie;
− il ribes, i cui frutti rossi sono chiamati anche bacche di San Giovanni;
− la vinca, utilizzata anch’essa per la preparazione di talismani vegetali;
− la mandragora, una delle piante più pericolose, con la doppia facoltà di sedare ed eccitare data la sua essenza ambivalente, maschio e femmina; molto cara alle streghe, la usavano per preparare narcotici e filtri d’amore;
− il rosmarino,che, appeso con iperico e ruta alle porte delle case, teneva lontani diavoli e streghe;
− l’aglio, potentissimo talismano, se raccolto prima del sorgere del sole era particolarmente forte contro la stregoneria;
− l’artemisia, preservava dai fulmini.

Ma il giorno di San Giovanni portava anche  altre credenze.  L’uva raccolta al sorgere del sole e data in pasto ai polli, evita che questi danneggino la vigna. La raccolta di 24 spighe di grano, da conservarsi tutto l’anno, se custodite gelosamente serve come formidabile amuleto contro le sventure.

Il bagno con acqua tenuta all’aperto per per essere benedetta da questa notte magica, ha effetti strabilianti.
Una bacinella, lasciato sul davanzale durante la sera della vigilia con immersi dei fiori di campo (camomilla, margherite, melissa, ginestra), una volta benedetta dal Santo, è efficace contro il malocchio, l’invidia e le fatture, specialmente sui bambini. La prima acqua attinta la mattina della festa mantiene la vista.

La notte delle streghe

La notte delle streghe a San GiovanniPer la tradizione cristiana il 24 giugno, aveva un preciso significato. Era il giorno della nascita di San Giovanni Battista (quella di San Giovanni Evangelista corrisponde al solstizio d’inverno), avvenuta sei mesi sei mesi prima di quella di Cristo.

Un tempo era una delle feste religiose e profane più sentite a Roma, di cui San Giovanni è patrono. La festa cominciava la notte della vigilia, la cosiddetta notte delle streghe, durante la quale la tradizione voleva che le streghe andassero in giro a catturare le anime.

La gente partiva allora da tutti i rioni di Roma, al lume di torce e lanterne, e si concentrava a San Giovanni in Laterano per pregare il santo e per mangiare le lumache nelle osterie e nelle baracche: mangiare le lumache, le cui corna rappresentavano discordie e preoccupazioni, significava infatti distruggere le avversità.

La partecipazione popolare era massiccia, si mangiava e si beveva in abbondanza e soprattutto si faceva rumore con trombe, trombette, campanacci, tamburelli e petardi di ogni tipo per impaurire le streghe, affinché non potessero cogliere le erbe utilizzate per i loro incantesimi.

La festa si concludeva all’alba quando il papa si recava a San Giovanni in Laterano per celebrare la messa, dopo la quale dalla loggia della basilica gettava monete d’oro e d’argento, scatenando così la folla presente.

 

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