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Montebello e il mistero di Azzurrina

Un giorno a noi sconosciuto dell’anno 1370, nella Roccaforte di Montebello, nell’attuale provincia di Rimini, nacque una bambina a cui fu dato il nome di Deline.

Era la figlia del feudatario del piccolo castello, Ugolinuccio o Uguccione, che rappresentava un importante e strategico punto di appoggio dei soldati della famiglia Malatesta.

Arroccato ad oltre 400 metri sul livello del mare sopra le antiche mura romane di un vecchio forte, il castello di Mons Belli era in pratica inattaccabile da parte di eventuali guarnigioni nemiche, che sarebbero state avvistate con largo anticipo. La roccaforte era poi ricca di trabocchetti, che portavano l’esercito nemico a scomporsi e disunirsi prima ancora della vera battaglia.

Di fatto Montebello rimase inespugnata nei secoli.

Ma torniamo a Deline, una bambina nata in una roccaforte di soldati, che dopo alcuni anni sarebbe stata trasferita probabilmente nella casa dei Malatesta a Rimini, in mezzo ad altre nobili fanciulle per apprendere le arti e la lettura.

C’era un problema però: Deline era nata albina.
A quei tempi tutto quello che era diverso era visto con orrore, era temuto e dunque allontanato ed abbattuto. Una bambina con occhi chiarissimi, pelle di porcellana e soprattutto capelli bianchi, sarebbe stata facilmente additata come una strega.

Il destino di Deline? Facile a dirlo: la morte.

Ecco dunque che la madre della bambina per nasconderla o per proteggerla, iniziò a dipingerle i capelli con le tinte naturali utilizzate a quei tempi. Tinture che su capelli così bianchi ottenevano scarsi risultati. La tinta nera, scolorita e poco efficace sui capelli albini donava alle ciocche dei riflessi azzurri.

Ecco che secondo la leggenda, la bimba venne soprannominata Azzurrina.

Solo una leggenda però, perché certo in pochi conoscevano la sua esistenza, il padre certamente non la frequentava, assegnandole due guardie private, Domenico e Ruggero, con lo scopo di proteggerla nelle poche stanze della roccaforte in cui la bambina poteva soggiornare.Tanti soldati e nessuna bambina come amica. Ecco che Deline trascorre le sue giornate con una palla di stracci che fa roteare in aria o che culla come fosse una bambola.

Ugolinuccio, di cui non conosciamo i reali sentimenti nei confronti della figlia non poteva fare molto. Mettere in mostra l’albina Deline significava ammettere di avere un legame con una strega, una creatura degli inferi. Avrebbe certamente perso i favori dei Malatesta, la guida del Castello e se non fosse stato giustiziato sarebbe finito in rovina.

La stanza dove secondo la leggenda sarebbe scomparsa Azzurrina.

Deline dunque cresce sola con al fianco Domenico e Ruggero che pagheranno cara un momento di distrazione. Il 21 giugno del 1375 la palla di stracci, spinta dalla bambina, rotola infatti lungo la scala che porta al nevaio, Deline le corre dietro. Non tornerà più indietro. I due guardiani riferiranno di un urlo, ma Uguccione stando alle cronache del tempo non credette alla loro versione e per punire la loro disattenzione, li fece giustiziare.

Impossibile stabilire cosa accadde davvero, se furono Domenico e Ruggero ad uccidere la bambina, magari pagati da qualcuno che scoprì l’esistenza della bambina e dunque di una strega nel castello. Oppure fu lo stesso padre a farla eliminare oppure chissà…

La storia si mischia con la leggenda e di verità in questo caso, stando alle fonti reali del periodo, esiste molto poco.

Storia, leggenda che si mischiano negli ultimi decenni con il paranormale. Nel 1989 il Castello, di proprietà della famiglia Guidi di Bagno, viene aperto al pubblico e nel 1990, più precisamente il 21 giugno, alcuni ricercatori della Rai inserirono apparecchiature acustiche all’interno della stanza dove la bambina perse il pallone di stracci e dove scomparve dalla vista dei guardiani.

Nel corso di quella notte, segnata da un forte temporale, le apparecchiature registrarono suoni sinistri, passi e la voce di una bambina, per alcuni una voce gaia e allegra, per altri un lamento e qualche singhiozzo.

Chiaramente queste registrazioni, fecero la fortuna del castello, invaso da turisti che oltre ad avere l’opportunità di visitare la Roccaforte che ancora oggi conserva molti mobili dell’epoca e stanze ricche di storia e aneddoti, hanno la possibilità al termine della visita guidata, di ascoltare le registrazioni di Azzurrina.

Molti tecnici infatti nel corso degli anni continuarono gli studi di questi suoni e sempre secondo la Leggenda, è lo spirito della bambina a tornare tra le mura del castello ogni solstizio d’estate degli anni che terminano per 0 o per 5.
Ecco dunque che visitando Montebello oggi si potranno ascoltare registrazioni del 1990, del 1995, del 2000, del 2005 e del 2015. Frammenti montanti ad hoc per i turisti, capaci però di essere liberamente interpretati da ciascuno dei presenti.

La leggenda di Montebello e di Azzurrina negli ultimi anni è divenuta sempre più conosciuta grazie anche a programmi andati in onda su reti nazionali, ma al di là delle registrazioni e dei fenomeni paranormali, che secondo i locali abbondano nel castello, tanto da far decidere ai proprietari di attivare anche visite guidate notturne dedicate proprio ai vari fenomeni accaduti negli ultimi tempi, a noi interesserebbe capire dove finisce la leggenda e dove inizia la storia e soprattutto se la bambina sia effettivamente esistita.

Nel nostro articolo dedicato alla Piadina romagnola, avevamo accennato ad un documento, il “Descriptio Romandolae” redatto dal Cardinale Anglico De Grimoard dove venivano censiti i castelli, le abitazioni e tutte le attività a fini tributari per conto dello Stato Pontificio.

De Grimoard parla di Mons Belli, roccaforte dei Malatesta, ma non fa riferimenti espliciti ai nomi dei feudatari. La data del documento è 1371, dunque in quell’anno, stando alla leggenda, Azzurrina era viva.

La storia di Montebello e del mistero della piccola Deline, venne tramandata oralmente per secoli. Come molte leggende, in molti cambiarono qualcosa, aggiunsero qualche particolare ed è per questo che probabilmente di vero è rimasto ben poco.

Il nome della bambina ad esempio, da Deline divenne in alcune storie Guendalina prima di diventare familiarmente per tutti Azzurrina.

Una storia tramandata di voce in voce, di paese in paese fino al 1620, quando un parrocco della zona decise di scrivere l’accaduto, giunto alle sue orecchie ormai in larga parte abbellito e modificato in 300 anni, inserendo all’interno di una raccolta di leggende oscure romagnole. Il documento prese il titolo di “Mons belli et Deline”.

Secondo la versione del parrocco, la bambina avrebbe potuto chiamarsi Guendalina appunto, oppure Adelina o Adele, poi abbreviata in Deline o Delina.

Il problema è che nessuno ha potuto realmente constatare l’esistenza anche di questo documento. Se è stato redatto, certamente è stato anche smarrito e quindi dei racconti seicenteschi di Mons Belli et Deline, ancora una volta ci arrivano solo spezzoni raccontati oralmente.

Sui misteri di Montebello se ne parla poi nelle “Memorie sul Castello di Montebello di Romagna”, scritte da Tommaso Molari ed edite agli inizi del 1900. In esse si fanno riferimenti ad antichi racconti popolari del borgo di Montebello: “La leggenda popolare vi intesse intorno il suo mondo di spiriti e di folletti, tanto che, nella notte, chi vi si attarda, sente salire dai trabocchetti rumori strani, tonfi e vagiti paurosi di anime chiedenti pace”.

Navigando in rete si trovano decine di immagini sinistre legate alla roccaforte. Apparizioni di fantasmi, arcieri sul torrione, frati che attraversano le mura, dame che di notte passeggiano a testa in giù lasciando le impronte dei propri piedi sul soffitto, anime di cospiratori uccisi dal signore del castello e murati vivi nelle segrete.

Tante storie da affascinare chi crede in una porta capace di collegare il nostro mondo a quello dell’aldilà, ma anche da farsi ascoltare da chi è scettico, perché dove ci sono leggende, c’è in fondo anche un briciolo di verità, qualcosa capace di aver dato il via all’aneddoto tramandato poi nei secoli.

Proprio come il mistero di Azzurrina.
E’ possibile che attorno al 1370 una bambina abbia vissuto nella Roccaforte, è possibile anche che sia scomparsa e che la notizia ai tempi abbia dato scalpore.

Dopo più di 600 anni ormai poco importa cosa sia davvero accaduto. La piccola Deline, la bimba albina divenuta Azzurrina è ormai una realtà per il comune di Montebello, per il suo castello e per quell’aura misteriosa appartenente all’entroterra della Romagna.

Riguardo Luca Brida

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