Scorcio del Massiccio del Pollino

Il Massiccio del Pollino ed il matrimonio degli alberi

Il Massiccio del Pollino, posto lungo il confine di Basilicata e Calabria, è un imponente massiccio montuoso dell’Appennino meridionale.

Scorcio del Massiccio del PollinoAgli Achei delle antiche colonie ioniche della Magna Grecia il Massiccio del Pollino, visto dalla costa, doveva apparire come il monte Olimpo della madrepatria, con quella sagoma mastodontica punto d’incontro fra cielo e terra, dimora irraggiungibile degli dei.

Probabilmente furono proprio gli Achei a dare a questo massiccio il nome di Mons Apollineum (Monte di Apollo) perché ritenuto dimora di Apollo, figlio di Zeus ed uno degli dei più amati.

Il Massiccio del Pollino è il fulcro del Parco nazionale del Pollino, il più esteso d’Italia con i suoi 192mila ettari che abbracciano due regioni (Basilicata e Calabria), tre province (Potenza, Matera e Cosenza) e si estendono praticamente dal versante tirrenico, più lussureggiante, a quello ionico, più brullo e maestoso.

Il Parco è un autentico scrigno di bellezze naturali, tesori geologici, scoperte paleontologiche e di tradizioni ancestrali uniche nel loro genere. Il paese di Rotonda, paese di 3500 abitanti della provincia di Potenza sede di una scuola di maestri scalpellini, tradizione di cui si ha una prima documentazione testimoniata dal portale del locale santuario della Madonna della Consolazione risalente al 1574.

Ad esempio, nei pressi di Rotonda c’è la Grotta di Piezze ‘i trende che identifica gallerie e profonde voragini che s’insinuano per chilometri nelle viscere della Terra. Inoltre, nel locale Museo Naturalistico e Paleontologico è conservato lo scheletro di un Elephas antiquus italicus, un enorme pachiderma alto ben quattro metri vissuto circa settemila anni fa. Qui è il regno incontrastato del rarissimo Pino loricato, simbolo del Parco, vero e proprio “fossile vivente”, relitto dell’ultima glaciazione che può raggiungere anche i 40 metri d’altezza e sfiorare anche i mille anni di vita. Deve il nome alla sua corteccia che ricorda la lorica squamata, corazza degli antichi soldati romani. La imponenza del pino loricato

Qui nel Pollino più che in altre parti d’Italia gli abitanti vivono in simbiosi con la natura. Sempre per rimanere a Rotonda, il paese è famoso in tutta la regione perché è sede di un rito arboreo affascinante.

Si tratta di un rituale propiziatorio legato alla fecondità della terra le cui origini si perdono nella notte dei tempi, che dà vita ad un suggestivo matrimonio tra due alberi. Alberi che diventano punto d’incontro tra la terra ed il cielo, tra l’uomo ed il cosmo: un significato di origine pagana che ripreso dalla tradizione cristiana è diventato sinonimo di resurrezione e dell’uomo che, proteso verso il cielo, rinasce alla morte.

A giugno, nel giorno dedicato a Sant’Antonio da Padova, a Rotonda va in scena la Sagra dell’abete. A unirsi in matrimonio sono un faggio, scelto tra i più imponenti, ed un abete bianco, scelto fra i più belli e con la chioma più folta, che vengono prima abbattuti e poi, con l’aiuto di diverse coppie di buoi, sono trainati in processione in paese. Qui sono innestati l’uno all’altro e innalzati con corde e forcelle di legno in un unico grande totem arboreo alto più di trenta metri.

Sagra dell'abete a RotondoIl faggio (a pitu) rappresenta l’elemento maschile, l’abete bianco (a rocca) quello femminile: sono scelti scrupolosamente da rocchisti e pitisti, gruppi di uomini il cui ruolo viene tramandato da pare in figlio, che organizzano vere e proprie spedizioni nei boschi del comprensorio alla ricerca dei due sposi.

La leggenda narra che durante il 13° secolo Sant’Antonio da Padova si fermò a Rotonda nei pressi dei boschi del Pollino, dove per riposarsi trascorse la notte al riparo di un abete.

Seguendo i racconti della tradizione, nello stesso punto parecchi anni dopo, un bovaro precipitato in un burrone con una coppia di buoi fu salvato dal santo, oggi santo patrono del comune di Rotonda. Da allora il momento clou della festa patronale è lo strano, mistico matrimonio arboreo.

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