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Il Bretzel: una storia di preghiere e di monasteri

Quando si parla di Bretzel la testa ci porta subito a paesaggi alpini, alla neve, il ghiaccio oppure all’Oktoberfest.
Litri di birra ingurgitati con qualche bretzel utilizzato per assorbire l’alcool in eccesso.
Ma da dove proviene questo gustoso panificato?

Sono tanti gli stati che si autoproclamano inventori del Bretzel, ma analizzando le varie tesi storiche alla fine sono solo due i Paesi che probabilmente possono considerarsi la culla di questo prodotto.

Naturalmente sono sempre le solite due Nazioni: Italia e Francia. Eterne “rivali” del buon cibo e della cultura gastronomica europea.

Noi seguiamo la pista italiana che pare in linea generale essere la più accreditata.

La leggenda narra che i Bretzel nacquero nel 610 in un Monastero del Nord Italia, dove un monaco per premiare i bambini che imparavano preghiere e liturgie varie, si era inventato questa prelibatezza utilizzando gli avanzi dell’impasto del pane.

Per questo motivo assunse l’originario nome di pretiola (ricompensa) e solo dopo che ebbe varcato i confini nazionali raggiungendo la Germania prese il nome di Bretzel.
Il significato? Anche questo si perde nella leggenda. Alcuni sostengono che derivi dal nome del monaco italiano che creò la ricetta (Brescello, in dialetto Bersel).

Sempre secondo la leggenda in origine il prodotto andava consumato mezzo crudo, ma un giorno a causa di un fornaio che si addormentò lasciandolo cuocere più del dovuto, i Bretzel presero il sapore e la consistenza che tutti noi oggi conosciamo.

Al di là dell’origine, la certezza è che i Bretzel hanno un forte legame con la cristianità. La loro forma ad esempio ricordano le braccia (di un monaco) che si incrociano nel gesto di pregare. I tre buchi che si formano rappresentano invece la Santissima Trinità.

La ricetta molto semplice composta solo da acqua e farina rendeva i Bretzel perfetti per essere consumati durante la Quaresima, periodo in cui era vietato mangiare uova, strutto e latticini. In seguito divennero invece un prodotto tipicamente pasquale da consumare la mattina di Pasqua.
Divenne anche simbolo di matrimonio: gli sposi venivano infatti benedetti sotto al Bretzel che veniva poi spezzato a metà e mangiato da marito e moglie.

Da quando comparve sulla copertina di un libro di preghiere divenne anche simbolo di buon auspicio e prosperità.

Come viene preparato?
Prima della cottura l’impasto viene immerso per qualche secondo in una soluzione bollente di acqua e bicarbonato di sodio (oppure soda caustica) che gli conferisce il tipico aspetto lucido.
Con il tempo poi alla variante salata si affiancarono anche quelle dolci e nel 1710, oltre mille anni dopo la sua invenzione, il Bretzel arrivo oltreoceano per mani di immigrati tedeschi che li fecero conoscere anche negli Stati Uniti.

È un prodotto di largo consumo in quasi tutta l’Europa Centrale e in Italia la principale produzione è in Alto Adige.
Straordinario sostituto del pane, solletica l’appetito grazie ai grani di sale in superficie ed è il compagno perfetto per momenti in compagnia tra amici.

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