Museo dei gladiatori di Capua

I gladiatori rivivono a Capua e a Roma

I gladiatori ed i loro sanguinari riti rivivono in un originale museo a Santa Maria Capua Vetere (Caserta).

Museo dei gladiatori di CapuaLa scuola per gladiatori di Capua era la più importante del mondo romano, insieme a quella di Roma e di Pompei. Se siete appassionati alla saga Spartacus trasmessa sul canale Sky Atlantic non potete non visitarla, almeno quanto rimane di essa.

La scuola era di proprietà Lentulo Batiato, uno dei più famosi lanisti (erano i proprietari di una ludus, ossia di una palestra dove i gladiatori imparavano l’arte della gladiatura), e l’unico di cui si sia mantenuta memoria.

Una serie di evidenze testuali, infatti, hanno portato a riconoscere in lui il tenutario della scuola gladiatoria che fu la culla della rivolta del gladiatore Spartaco e dei suoi compagni. Questa rivolta fu la scintilla della cosiddetta terza guerra servile, la più grave della storia repubblicana in quanto ebbe luogo in territorio italico.

Spartaco, esasperato dalle inumane condizioni che Lentulo riservava a lui e agli altri gladiatori di sua proprietà, decise di ribellarsi e nel 73 a. C. proprio dall’anfiteatro capuano guidò la rivolta degli schiavi durante la quale altri 70 gladiatori lo seguirono fino al Vesuvio, prima tappa della rivolta spartachista.

La rivolta di Spartaco

Il Museo di Capua, unico nel suo genere, è un percorso a tema molto interessante. Oltre all’esposizione di materiali scultorei rinvenuti nell’anfiteatro e dei costumi dei gladiatori, presenta una ricostruzione dei giochi dell’arena accompagnata da una suggestiva guida di voci fuori campo.

E’ anche vero e proprio flashback nel tempo, un ritorno a quel 73 a.C. quando i 100mila ribelli di Spartaco L'Anfiteatro romano di Capuariuscirono ad incutere terrore alla stessa Roma (sconfissero sia le truppe dei pretori Clodio e Varino sia gli eserciti dei consoli Gellio e Lentulo) che decise di infliggere loro una lezione esemplare.

Il proconsole Licino Crasso marciò contro i ribelli con dieci legioni e, dopo una disperata battaglia in Lucania, presso il Sele, li disarmò e sulla via Appia, tra l’antica Capua e Roma, ne uccise diecimila e ne crocifisse altri 6000, distruggendo la scuola gladiatoria di Lentulo Batiato che aveva allenato migliaia di gladiatori galli e traci.

Spartaco, dopo aver ucciso il proprio cavallo, si gettò nel vivo del combattimento con l’intento di uccidere Crasso ma, ferito più volte, cadde combattendo.

Il Museo di Capua espone calchi di due elmi, di una coppia schinieri e di uno spallaccio: sono una selezione delle numerose armi gladiatorie rinvenute a Pompei nel Quadriportico dei Teatri.

L’edificio pompeiano, adibito a caserma dei gladiatori, ha restituito infatti due casse di legno, contenenti resti di sontuosi abiti ricamati in oro e nucleo di armi in bronzo da parata: elmi, schinieri, scudi, lance e pugnali, riccamente decorati a rilievo, conservati al Museo Archeologico Nazionale di Napoli.

Un diorama rappresenta poi un combattimento tra gladiatori e belve: sono riconoscibili il reziario con rete e tridente, il secutor con elmo e corta spada, il trace con grifo sull’elmo e la spada ricurva (sica) ed il venator che affronta un leone.

Gladiatori ai giorni d’oggi

Per chi volesse provare oggi l’emozione di diventare gladiatore, esiste da qualche anno nella Capitale la Scuola gladiatori Roma, emanazione del Gruppo Storico Romano.

Strutturata come una vera e propria scuola, prevede un programma di corsi articolati e precisi, dove è prevista una parte teorica, consistente in lezioni sulla storia dei gladiatori, ed una parte pratica con la partecipazione a due lezioni settimanali, di norma il lunedì ed il mercoledì sera, della durata di due ore, durante le quali, dopo una prima parte di preparazione fisica, ci si addestra sui movimenti e le posizioni, sia di attacco che di difesa, da tenere durante i combattimenti.

Il maneggio delle armi segue un percorso progressivo. Nel caso della spada si comincia dapprima col maneggiare quella in legno, rudis, per passare poi a quella in ferro, gladio. Si apprende poi l’uso dello scudo, della rete e del tridente.

Ogni sei mesi, al massimo un anno, è previsto un saggio per il passaggio di livello, ed una delle condizioni  necessarie per accedervi è l’assidua presenza ai corsi.

"Pollice Verso" di Jean-Léon Gérôme

Una volta iscritto al corso, l’allievo è sottoposto ad un breve periodo di prova che va dalle due alle quattro settimane, durante il quale ne viene valutata l’idoneità al proseguimento nel percorso di preparazione alla gladiatura, che richiede un grande impegno sia fisico sia mentale.

Superata questa fase, inizia il corso vero e proprio, finalizzato al raggiungimento dei vari livelli della scuola ed infine delle varie classi gladiatorie. Per poter distinguere i livelli viene attribuito loro il nome di animale, ed al raggiungimento di ognuno di essi, al termine del saggio, viene rilasciato un attestato.

Come già  detto, l’allievo, che  a  questo punto assume il nome di Tiro, viene inizialmente addestrato all’uso del rudis e alle posizioni, sia delle gambe sia del corpo, da assumere in attacco o in difesa durante i combattimenti.

Vengono insegnati i sei movimenti principali e la loro combinazione in quattro forme da eseguire in sequenza, oltre alla conoscenza teorica delle tecniche di combattimento dei gladiatori.

Al termine di questo periodo di addestramento il nostro Tiro effettua il giuramento, sacramentum gladiatorum, ed entra a far parte a tutti gli effetti del ludus (la scuola vera e propria). Al termine del giuramento, durante il quale l’allievo viene valutato in base all’esecuzione delle forme libere apprese nei mesi precedenti e in un combattimento con la sola spada di legno, il novizio riceve il grado di Anguis.

Nel successivo livello di Anguis viene progressivamente introdotto l’uso dello scudo e dell’elmo e, qualora l’istruttore, Magister, lo ritenga opportuno, il passaggio all’uso della spada in ferro, il gladio. Finito questo periodo di addestramento, l’allievo sarà pronto per il livello successivo, quello di Equus.

Dopo il consueto saggio, dove dovrà  dimostrare di aver imparato a combattere con la spada, rudis gladio che sia, lo scudo e l’elmo. A questo punto del corso egli sarà pronto anche per affrontare i primi combattimenti con gli altri gladiatori.

La preparazione successiva, che prevede il passaggio ai livelli di LupusLeo Aquila, è basata sull’utilizzo e l’ingresso progressivo nell’addestramento dell’uso del doppio gladio, di protezioni alte per le braccia (maniche di ferro) e basse per le gambe (schinieri), del gladio ricurvo, sica, della lancia, della rete e del tridente.

Raggiunto il massimo livello nella scuola, denominato Aquila, ci si può  specializzare nelle varie categorie di gladiatori: reziario, mirmillone, secutor, trace, oplomaco, dimachero ed amazzone.

A questo punto si può ottenere il diploma di Doctor, il cui raggiungimento è però molto più difficile degli altri poiché l’esame viene sostenuto combattendo con gli altri Doctor già presenti nella scuola.

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