Un francese diede alle Dolomiti il loro nome

Il 26 giugno 2009, a Siviglia, l’Unesco ha dichiarato le Dolomiti “patrimonio naturale dell’umanità”. Ora quest’insieme di gruppi montuosi – noti anche come Monti pallidi – compresi tra le province di Belluno, Bolzano, Trento, Udine e Pordenone, fanno parte dei 50 paesaggi più belli d’Europa e dei 199 a livello mondiale.

Pochi forse sanno che queste montagne devono il nome al geologo francese Déodat Guy Silvain Tancrède Gratet de Dolomieu (1750-1801). Figlio del marchese de Gratet de Dolomieu, il nostro Déodat viene avviato alla carriera militare nell’Ordine di Malta che gli permette di viaggiare e di soddisfare la passione per la geologia.

Deodat_de_DolomieuSi sposta così dalla Bretagna, in Portogallo, Malta, Egitto ed Italia ed ha occasione di descrivere minerali poco noti. Nel 1791 Dolomieu pubblica sul Journal de physique un articolo dal titolo “Su un genere di pietre calcaree molto poco effervescente con gli acidi e fosforescente per collisione”.

Dopo la scoperta di questa roccia sulle Alpi, invia alcuni campioni al naturalista e chimico svizzero Théodore-Nicolas De Saussure, è proprio lo scienziato ginevrino che nel 1792 attribuisce alla pietra ricevuta il nome dolomia, in onore dello scopritore.

La regione delle Alpi viene chiamata Dolomiti solo nel 1864 quando il pittore Josiah Gilbert ed il naturalista George Churchill pubblicano a Londra il resoconto dei loro viaggi col titolo di “The Dolomite mountains”.

Il nome si diffonde in Italia solo dopo la Grande Guerra, quando il territorio entra a far parte del Regno d’Italia.

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