Gustosamente.it https://www.gustosamente.it Il sito per chi vuole scoprire il bello ed il buono dell'Italia Tue, 25 Jun 2019 14:37:06 +0000 it-IT hourly 1 https://wordpress.org/?v=5.2.1 https://i2.wp.com/www.gustosamente.it/wp-content/uploads/2016/03/cropped-gustosamente_icon.png?fit=32%2C32&ssl=1 Gustosamente.it https://www.gustosamente.it 32 32 105430353 Un nuovo nato in casa Roner: arriva l’amaro K32 https://www.gustosamente.it/un-nuovo-nato-in-casa-roner-arriva-lamaro-k32/ Tue, 25 Jun 2019 14:37:06 +0000 https://www.gustosamente.it/?p=20939 Le distillerie Roner di Termeno (Bolzano) hanno annunciato il lancio sul mercato del nuovo amaro K32 ottenuto dalla combinazione di diverse erbe officinali alpine.

Dopo mesi di studio e prove del mastro distillatore l’azienda altoatesina, che da oltre settant’anni produce distillati di frutta e vino, grappe e liquori, ha scelto di integrare la propria gamma, che negli ultimi anni si è arricchita con il gin Z44, il rum R74 e i vermuth GW e KS, con questo nuovo amaro.

K32 al naso presenta i profumi tipici dei prati altoatesini di melissa e camomilla, ma con la freschezza stimolante ed energizzante della menta. A seguire è possibile apprezzare le note più robuste tipiche dei boschi alpini come il ginepro, la genziana e la liquirizia. Il tutto è ingentilito e arrotondato dalle note floreali di fiordaliso e erica. A sostenere le note amare interviene un gradevole e fresco tocco di agrumi. Il risultato è un amaro innovativo: abile combinazione di erbe, sapore pieno, ma non invadente, gradevole dolcezza e profumi accattivanti.

Per il consumo le opzioni sono le più disparate: miscelato per un cocktail, bevuto in purezza a fine pasto o servito con ghiaccio per accompagnare un momento di relax.

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A settembre il bacalà fa festa a Sandrigo https://www.gustosamente.it/a-settembre-il-bacala-fa-festa-a-sandrigo/ Tue, 25 Jun 2019 14:04:47 +0000 https://www.gustosamente.it/?p=20933
Bacalà e polenta

Torna l’appuntamento con la pietanza simbolo della cucina vicentina. La 32esima edizione della Festa del Bacalà si terrà a Sandrigo (Vicenza) dal 17 settembre al 6 ottobre 2019.

Protagonista indiscusso della kermesse il bacalà, servito in diverse variazioni durante i tre fine settimana della manifestazione, uno in più rispetto le precedenti edizioni, tutte le sere a cena e le domeniche anche a pranzo.

La festa avrà ufficialmente inizio il 17 settembre con il Gran Galà del Bacalà, quest’anno caratterizzato da allestimenti ancora più scenografici e suggestivi. Il tema sarà l’impresa di Antonio Pigafetta e Ferdinando Magellano, a 500 anni dalla circumnavigazione del globo.

Nel menù della serata, ideato da esperti gastronomi, prevarranno, oltre ovviamente allo stoccafisso, il baccalà, il merluzzo e alcuni richiami all’Oriente, in particolare all’Indonesia, come omaggio agli avventurieri che scoprirono le Isole Molucche. La preparazione sarà affidata a 30 chef vestiti di grigio e giallo a richiamare i colori dello stoccafisso e della polenta.

Il 2019, come ogni anno dispari, sarà caratterizzato anche dalle Giornate italo – norvegesi, istituite per celebrare l’incontro tra la tradizione veneta e quella nordica attraverso iniziative culturale istituzionali. Sarà presente una folta delegazione norvegese, composta da pescatori, commercianti ma anche da uomini di cultura, in rappresentanza del Paese da cui proviene il pescato che la festa celebra (leggi anche Pietro Querini e l’incredibile avventura dello stoccafisso).

Inoltre non mancheranno i consueti appuntamenti con il banco d’assaggio enologico Bacco&Bacalà, realizzato in collaborazione con Ais Veneto, in programma domenica 22 settembre a Villa Mascotto di Ancignano, e la Cerimonia di Investitura dei nuovi confratelli, con la sfilata dei figuranti, prevista per domenica 29 settembre nella Piazza centrale di Sandrigo.

32^Festa del Bacalà

Quando: martedì 17 settembre Gran Galà del bacalà. Da venerdì 20 a domenica 22 settembre. Da giovedì 26 a lunedì 30 settembre. Da venerdì 4 a domenica 6 ottobre
Dove: Piazza centrale di Sandrigo (Vicenza) e campo sportivo Arena
Orario: venerdì e giovedì dalle 19.00 alle 22.30, sabato dalle 18.30 alle 22.30, domenica dalle 12.00 alle 14.30 e dalle 19.00 alle 22.30
Sito: www.festadelbaccala.com

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Sua maestà il peperone, il protagonista dell’estate https://www.gustosamente.it/peperone/ Mon, 24 Jun 2019 10:23:00 +0000 https://www.gustosamente.it/?p=20906 È il re delle tavolate estive. Un re un po’ … anarchico, per la verità: rosso, giallo, verde; piccolo, grande; dolce, piccante; a cubotto, a corno; da mangiare crudo, essiccato, essiccato e fritto (crusco), cotto in padella, ripieno, abbrustolito sulla piastra o sulla griglia del barbecue. Può essere un contorno, ma anche il piatto principale assieme; è buono ma, se vuole, sa anche essere pesante.

È sua maestà il peperone, regalo del Nuovo Mondo al Vecchio Continente, originario dell’America centro-meridionale, dove è conosciuto e coltivato da migliaia di anni. Gli stessi Aztechi ne avevano in produzione moltissime varietà.

In Europa il “Pepe del Brasile” (così lo battezzarono gli spagnoli all’arrivo nel Nuovo Mondo) pare sia arrivato con il ritorno della spedizione di Cristoforo Colombo, che essendo alla caccia di spezie di pregio, rimase probabilmente colpito dal suo sapore piccante.

Correva l’anno 1493, precisamente il 15 gennaio, e sul suo diario  Colombo scriveva alcune note circa un “aji” molto diffuso nella zona del Golfo di Samanà e dell’isola di Haiti: «Gli indigeni lo usano come fosse pepe e vanta maggiori pregi del nostro, perché esso stesso può considerarsi vera e propria pietanza per chi riesca a sopportarne il sapore assai forte. Niuno, là, mangia senza il condimento di questo aroma; in un anno se ne potrebbero caricare in questa isola ben 50 caravelle».

Da allora, nel volgere di pochissimi anni il peperone – che ancora oggi nell’America del Sud è chiamato aji – è divenuto fra gli ortaggi più diffusi e apprezzati in Europa inizialmente solo a scopo ornamentale (si narra che Leonardo da Vinci usasse il peperone essiccato e pestato per le tinte dei suoi affreschi) e dalla metà del XVI secolo anche alimentare.

Nel volgere di mezzo secolo dalle uniche tre varietà conosciute nel 1542 si passò a tredici nel 1640 che divennero 35 ai primi del Settecento.

Il frutto del peperone, che sarebbe più appropriato chiamare bacca, è inizialmente verde e solo con la maturazione prenderà il tipico colore giallo o rosso a seconda della varietà. La pellicola interna bianca e i semi sono la parte responsabile della sapore piccante del peperone, così come la pellicina esterna è la responsabile della digestione pesante.

Questo ortaggio è ricco di vitamina C (fino a quattro volte superiore rispetto a quella contenuta in un’arancia) e betacarotene, che svolgono un’azione antiossidante e proteggono la vista e la pelle dalle scottature solari. Non mancano poi i sali minerali, soprattutto il potassio (oltre 200 mg per 100 grammi), ma anche il ferro, il magnesio e il calcio, che rendono il peperone utile per il buon funzionamento dell’apparato digerente e del metabolismo, per la produzione di emoglobina e globuli rossi e infine per le funzionalità delle ossa e dello scheletro. Ancora, il basso contenuto calorico (sotto le 30 kilocal per 100 grammi) ne fa un alimento decisamente leggero e adatto anche a chi ha deciso di mettersi a dieta.

Crudi o cotti

Per mantenere intatte tutte le sue virtù nutrizionali, il peperone andrebbe mangiato crudo. Tuttavia, pesantezza di stomaco e gonfiore addominale sono un rischio comune quando si consumano questi ortaggi: la “colpa” è in parte del complesso fibroso, impropriamente chiamato “pelle”, che avvolge la polpa.

Tale sostanza, ricca di cellulosa, è difficilmente assimilabile dal nostro apparato digerente. Ma a rendere pesante il peperone è anche la sua dotazione di solanina (una sostanza contenuta non solo nella buccia) che tende ad irritare lo stomaco e lo costringe ad un lavoro extra. Per renderlo più digeribile, un trucco è quello di aggiungere un pizzico di zucchero o qualche fetta di mela durante la cottura.

Le varietà dei peperoni si distinguono per colore, forma e consistenza, ma al contrario del suo “cugino” più piccolo, in genere non contiene la capsaicina, la sostanza che brucia sulla lingua. I peperoni verdi sono semplicemente acerbi: ugualmente commestibili, hanno però un sapore leggermente amaro. In funzione del grado di maturazione, possono assumere il colore giallo, oppure rosso, dalle tonalità più o meno intense.

Anche dal punto di vista organolettico ci sono alcune differenze. I peperoni rossi hanno una polpa piuttosto croccante e una nota zuccherina, mentre quelli gialli si rivelano succosi e più teneri. Infine, quelli verdi, come già detto, possono presentare un gusto lievemente più pungente e hanno una polpa carnosa.

Come sceglierli e gustarli?

Peperoni corno

Ma non è solo una questione di colore e sapore: tra le variabili che caratterizzano la grande famiglia dei peperoni c’è anche la forma. Nessun ortaggio è uguale all’altro, ma possiamo distinguere tre macro-tipologie: i peperoni dolci “quadrati”, quelli dolci “allungati” (di cui fa parte il “corno”) e quelli piccanti. Un luogo comune vuole che i peperoni più dolci siano quelli a quattro punte, ovvero di base quadrata, ma questa affermazione non ha in realtà alcun fondamento scientifico.

Qual è l’identikit del perfetto peperone? Il consiglio è di scegliere ortaggi che appaiono lucidi e privi di ammaccature. Il picciolo deve essere turgido, ben saldo, di colore verde acceso. Al tatto gli ortaggi devono essere sodi, con la pelle ben tesa, mentre il loro profumo – inconfondibile – deve richiamare delle piacevoli note erbacee.

Crudi o cotti, fritti o in umido, al vapore o in agrodolce, i peperoni possono essere consumati in tanti modi. Oltre ad accompagnare secondi di carne o pesce, questo ortaggio si trova bene anche all’interno di insalate e frittate.

Per un piatto unico fresco e nutriente, provate a preparare un’insalata di peperoni gialli, feta, rucola e pinoli, mentre se volete un tocco di originalità ad una frittata, cucinatela con peperoni verdi e scamorza.

Ma il peperone può essere il protagonista  anche di gustosi primi piatti. È il caso del risotto ai peperoni gialli e rossi o delle penne alla crema di peperoni, in cui la polpa soffritta è insaporita con cipolla ed acciughe. Per non parlare poi di quanto propone la tradizione: ripieni di riso o sminuzzati fra caponate e peperonate.

Un’altra ricetta facile facile è quella che vede i peperoni farciti con riso, tonno e olive, ricetta che racchiude tutti i buoni sapori del Mediterraneo e tutti i benefici nutrizionali di un pasto equilibrato. Per farli basta abbrustolirli interi per 15 minuti nel forno a 180 gradi. Nel frattempo, mescolate insieme il tonno, il riso (precedentemente cotto) e delle olive. Togliete i peperoni dal forno, tagliateli in due per il lungo e farciteli con il composto. Allineateli poi in una pirofila leggermente unta e ultimate la cottura in forno per 30 minuti circa.

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Grado (GO), iniziano i Fish nic sull’isola Valle del Moro https://www.gustosamente.it/grado-fish-nic/ Thu, 20 Jun 2019 10:15:25 +0000 https://www.gustosamente.it/?p=20897 Vista aerea di Grado
Vista aerea di Grado

Domenica 30 giugno, riprendono il via a Grado (Gorizia) gli appuntamenti gourmet con il Fish nic, i pic nic in laguna che consentono di gustare piatti raffinati e prodotti tipici del territorio del Friuli Venezia Giulia (vini, olio, pesce, prodotti da forno) in una location spettacolare: l’isola Valle del Moro, una ex valle da pesca.

Le valli da pesca sono aree di laguna delimitate da argini o recinzioni dove si pratica la “vallicoltura”, una tipologia di itticoltura (allevamento del pesce) estensiva.

Le valli, le cui dimensioni possono variare notevolmente da poche decine di ettari sino a oltre un migliaio, nonostante siano di fatto un ambiente artificiale, sono fondamentali nel preservare il delicato ecosistema lagunare.

Per tale motivo il Consorzio Grado Turismo ha pensato di valorizzare questo straordinario patrimonio naturalistico-culturale (si tratta infatti di una pratica assai antica, ricordata già in documenti dell’XI secolo) organizzando un piacevole momento di convivialità, che coniuga l’aspetto legato alle tradizioni con quello enogastronomico.

A far conoscere i prodotti tipici del territorio saranno i resident chef che prepareranno gustosi e raffinati piatti e coinvolgeranno i partecipanti in un piacevole show cooking.

Fish nic all'isola Valle del Moro
Fish nic all’isola Valle del Moro

All’ora del pranzo, dopo il drink di benvenuto, all’ombra degli alberi, sarà sistemato tutto ciò che serve a godersi in serenità il pic nic (coperte, posate, bicchieri, tovaglie, cuscini).

A quel punto, ogni partecipante riceverà il proprio cestino con le pietanze preparate dagli chef in diversi punti dell’isola, con due postazioni di salato, una con le bevande e una con prodotti dolci, abbinati a vini Doc friulani.

Durante il Fish nic sarà possibile degustare anche il Santonego, il tipico liquore gradese a base di un mix di erbe di laguna, tra cui spicca l’assenzio marino.

Per l’appuntamento di giugno, gli chef proporranno un menù a base di pesce, con un occhio attento anche alla preparazione di gustosi piatti vegetariani. La prenotazione è obbligatoria, fino all’esaurimento dei posti disponibili. Il costo, omnicomprensivo, è fissato in 80 euro per gli adulti e 30 euro per i bambini.

Il ritrovo dei partecipanti è al porto Mandracchio, alle ore 10.30, per imbarcarsi a bordo dei taxi boat e raggiungere l’isola. Rientro previsto per le ore 16.15.

Altri due appuntamenti con il Fish nic sono in programma per domenica 4 agosto e domenica 9 settembre.

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Tutti insieme con i tartufi per non far “morire” Norcia https://www.gustosamente.it/tartufi-per-rinascere/ Thu, 20 Jun 2019 09:13:42 +0000 https://www.gustosamente.it/?p=20887 24 agosto 2016, 26 ottobre 2016, 30 ottobre 2016: tre devastanti terremoti portano morte e distruzione nel cuore del nostro Paese, radendo al suolo Amatrice ed i paesini circostanti, i borghi di Visso ed Ussita ed, infine, Norcia.

Dopo quasi tre anni, nonostante le promesse dei politici (“non vi lasceremo soli”), la ricostruzione è pressoché ferma, con  conseguente difficoltà a sopravvivere di molte attività economiche, ormai allo stremo e prossime alla chiusura.

Lo spopolamento dei centri distrutti è lento ma costante, dando così un ulteriore colpo a ciò che è rimasto dell’economia locale. Sono soprattutto i giovani, forza vitale di ogni comunità, ad andarsene,  per cercare di costruirsi altrove un futuro.

Qualcuno di loro, però, ha deciso di rimanere, rimboccarsi le maniche e, con una certa dose di coraggio, tentare di aprire una piccola attività commerciale, pur di non abbandonare la cittadina in cui sono cresciuti.

La norcineria di Barbara e Claudio a Norcia
La norcineria di Barbara e Claudio a Norcia

E’ il caso di  Emanuela e Claudio che, dopo aver perso il lavoro a causa del terremoto, hanno deciso di ricominciare tutto da capo, fidando solo sulle loro forze. “Abbiamo speso i nostri risparmi per riaprire una piccola norcineria di prodotti tipici, lo scorso giugno. Il nostro sogno è quello di riaprire anche un  piccolo laboratorio artigianale, per la lavorazione del tartufo e altri prodotti tipici di Norcia, per ridare vita all’attività di famiglia”.

Fino ad ora, con i loro risparmi, sono riusciti a prendere in affitto un locale, non grandissimo, ma adatto per poter iniziare, e parte dell’attrezzatura base ma per rendere operativo il laboratorio servono: una dosatrice volumetrica inox per il riempimento dei vasetti; un cutter per grattugiare  i tartufi; un armadio frigo per la conservazione dei tartufi freschi; un armadio congelatore, per conservare il tartufo; un abbattitore di temperatura.

Costo totale 15mila euro, che non sono certo pochi e che Emanuela e Claudio ovviamente non hanno, per cui hanno deciso di ricorrere al popolo della rete per una crowdfunding divisa in due fasi: primo step, raccogliere 7mila euro; solo allora si passerà al secondo di 8mila, per raggiungere i fatidici 15mila euro. Le quote di microfinanziamento partono da 5 euro, a salire.

In cambio dell’aiuto ricevuto Emanuela e Claudio ricambieranno con l’invio di alcuni dei loro prodotti, tipici di Norcia. Perché non aiutare i giovani coraggiosi, dando un senso a “non vi lasceremo soli”?

 

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Nasce ad Agerola l’Accademia della gastronomia e del turismo https://www.gustosamente.it/accademia-della-gastronomia-e-del-turismo/ Tue, 18 Jun 2019 11:04:44 +0000 https://www.gustosamente.it/?p=20879 Nasce ad Agerola (Napoli) l’Accademia della gastronomia e del turismo, che si avvarrà del contributo di Heinz Beck, chef tre stelle Michelin e futuro direttore scientifico dell’Accademia.

lLex Colonia montana di Agerola che sarà sede Polo Universitario per la formazione di figure professionali nel campo dell’enogastronomia etica e del turismo del futuro

Il Campus, che nascerà nell’ex Colonia Montana, sorge su di un belvedere a picco sulla Costa di Amalfi con ampia veduta sul Golfo di Salerno, e ospiterà master, corsi di alta formazione e corsi amatoriali nei settori della gastronomia dell’enologia.

L’edificio è costituito da 5 piani ed è corredato da ampi ambienti dedicati alle cucine, una sala destinata a mensa e ristorante didattico e una grande sala per attività convegnistiche, espositive e di promozione.

Al primo piano sono collocati gli ambienti destinati alla didattica, organizzati in 5 grandi aule specializzate per le diverse attività formative svolte dalla scuola: 2 aule training di cucina, 1 aula agorà, 1 aula pasticceria, 1 aula sommellerie.

Al secondo e terzo piano sono collocate 32 camere e 2 suites, per un totale di 72 posti letto, tutte dotate di bagno, per il soggiorno e il pernottamento degli allievi e dei fruitori delle attività della Colonia.

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“L’Italia di vino in vino” per camminare o pedalare alla scoperta del vino naturale https://www.gustosamente.it/italia-di-vino-in-vino/ Tue, 18 Jun 2019 09:13:53 +0000 https://www.gustosamente.it/?p=20858
La copertina del libro “L’Italia di vino in vino”

L’Italia di vino in vino è la nuova guida di Altreconomia che racconta 25 itinerari per camminare o pedalare alla scoperta del vino biologico e naturale e dei vignaioli che di quel territorio sono il “genius loci”. Un libro con una concezione nuova che fa incontrare i viaggiatori a piedi e a pedali con i piccoli vignaioli. Viaggiatori e contadini sono infatti “anime gemelle”, legate dall’attenzione all’ambiente, dall’amore per i ritmi lenti e la schiettezza delle relazioni.

Chi viaggia con L’Italia di vino in vino farà tre straordinari incontri. Il primo è con i vini e i vignaioli biologici, biodinamici e naturali: 100 pionieri da conoscere, perché – diceva Luigi Veronelli – per capire un vino bisogna “camminare le vigne”, respirare le cantine, toccare la terra, conoscere le storie di chi lo fa.

Il secondo è con i loro prodotti: vini veri, vivi, unici, diretti, integri, vibranti, che danno emozioni. Vini da “ascoltare”, perché raccontano storie di territorio e di lavoro. Il terzo incontro è quello con il territorio: l’Italia conviviale delle vie poco battute, strade bianche, sentieri, e tratturi. Si attraversano borghi antichi, fermandosi accanto a filari assolati, sotto patii ombrosi, o dentro fresche cantine.

Questo girovagare a ritmo lento, servendosi di piedi, bicicletta – ma a volte anche di ebike o del treno – porta in ogni angolo d’Italia, dal Piemonte alle pendici dell’Etna passando per luoghi classici come le Langhe ma battendo anche “sentieri” enologicamente meno conosciuti, come la Val Trebbia o il Lago di Bolsena. Senza trascurare – per chi ama i percorsi urbani e mondani – le enoteche del vino bio e naturale a Milano, Roma, Bologna, Venezia. Nelle schede regionali si aggiungono poi decine di segnalazioni per ispirare un viaggio, un week-end, una gita.

Tutti gli itinerari

La scheda dedicata al Lago di Bolsena
La scheda del libro dedicato al Lago di Bolsena

Il cuore di L’Italia di vino in vino è costituito da 21 itinerari da Nord a Sud dello Stivale: Langhe, Roero, Monferrato, Colli Tortonesi, Valle Camonica, Oltrepò Pavese, Alto Adige, Colli Berici, Valpolicella, Collio, Carso, Val Trebbia, Colline Lucchesi, Chianti Senese, Lago di Bolsena, Valle Umbra, Colline Pescaresi, Cupramontana, Irpinia, Cilento, Etna.

Poi gli itinerari cittadini, con un focus su quattro grandi città, che hanno fatto da apripista all’“invasione” dei vini naturali: Milano, Roma, Venezia e Bologna, con le loro enoteche storiche o innovative, i ristoranti, i vignaioli urbani.

Infine, i suggerimenti, brevi segnalazioni di itinerari a piedi e in bici e delle Strade del vino in tutte le Regioni, per ispirare il prossimo viaggio.

Gli autori

Luca Martinelli, Sonia Ricci, Diletta Sereni sono tra i più brillanti narratori del vino di oggi, collaboratori di testate (la Repubblica, Munchies, il Manifesto e altre), capaci in ogni circostanza di andare dritti alle questioni di fondo e di raccontarle con passione: le storie dei vignaioli prima di tutto come persone, la bellezza e l’importanza di un territorio, il piacere e la convivialità del vino fuori dalla gabbia delle formule organolettiche.

L’Italia di vino in vino. Itinerari a piedi e in bici alla scoperta dei vignaioli biologici e naturali di Luca Martinelli, Sonia Ricci e Diletta Sereni, 15 euro, 176 pagine, Edizioni Altreconomia

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Impariamo a difenderci dalle zanzare tigre e a combatterle https://www.gustosamente.it/proteggersi-dalle-zanzare/ Mon, 17 Jun 2019 14:23:06 +0000 https://www.gustosamente.it/?p=20849 Una zanzara in azione sulla pelle
Una zanzara in azione sulla pelle

Arriva l’estate, e puntualmente si presentano ospiti indesiderati e molesti, che possono trasmettere malattie virali anche pericolose: le zanzare. Importante sapere come prevenire e contrastarne la diffusione.

Accortezze e consigli pratici su cui punta la campagna di comunicazione  della Regione Emilia-Romagna. Zanzara e altri insetti, impara a difenderti: questo il messaggio scelto per il 2019, a cui si affianca l’invito Conosci, previeni, proteggi.

Non solo la famigerata zanzara tigre, infatti, rappresenta un rischio in quanto in grado di trasmettere virus quali Chiukungunya, Dengue o Zika, ma anche la zanzara comune – del genere Culex – può diffondere malattie come West Nile, mentre i pappataci sono vettori del parassita della Leishmaniosi.

Evitare i ristagni d’acqua

Alle zanzare basta pochissima acqua stagnante per depositare le uova e riprodursi.  Per questo è importante eliminare i sottovasi e, dove non è possibile, evitare il ristagno d’acqua al loro interno. Occorre pulire adeguatamente i tombini dei giardini condominiali e coprirli con una rete zanzariera, evitando che si intasi dopo le piogge. Rimuovere sempre gli sfalci d’erba e tenere il giardino pulito. Non lasciare gli annaffiatoi e i secchi con l’apertura rivolta verso l’alto. Tenere pulite fontane e vasche ornamentali, ed eventualmente introdurvi pesci rossi che sono predatori delle larve di zanzara tigre.

Quando non è possibile evitare ristagni di acqua (come nei pozzetti stradali, nelle caditoie, nei tombini, ecc.) si deve ricorrere ai prodotti larvicidi. Questi devono essere utilizzati da aprile a novembre con cadenza periodica, secondo le indicazioni riportate sulle confezioni. I prodotti larvicidi sono facilmente reperibili in commercio, nei negozi specializzati o nelle farmacie. Non usare il rame come larvicida, ha scarsa efficacia.

Balconi, cortili, giardini, cortili, giardini, parchi, cimiteri … ecco come evitare la proliferazione di zanzare e pappataci con alcuni consigli della nonna ma sempre validi.

  • Eliminare i sottovasi e dove non è possibile evita il ristagno d’acqua al loro interno.
  • Rimuovere sempre gli sfalci d’erba e tenere il giardino pulito.
  • Pulire accuratamente i tombini e coprirli con una rete zanzariera evitando che si intasi dopo le piogge.
  • Non lasciare gli annaffiatoi e i secchi con l’apertura rivolta verso l’alto
  • Tenere pulite fontane e vasche ornamentali, eventualmente introducendo pesci rossi che sono predatori delle larve di zanzara tigre.
  • Controllare periodicamente le grondaie mantenendole pulite e non ostruite.
  • Svuotare settimanalmente e tenere puliti gli abbeveratoi e le ciotole per l’acqua degli animali domestici.
  • Non lasciare le piscine gonfiabili e altri giochi in giardino pieni d’acqua.
  • Coprire le cisterne e tutti i contenitori dove si raccoglie l’acqua piovana.
  • Nei cimiteri pulire periodicamente e con cura i vasi portafiori, cambiare di frequente l’acqua dei vasi o trattarla con prodotti larvicidi.

Proteggersi dalle punture

La protezione individuale dalle punture è importante per sé stessi e per contrastare l’eventuale diffusione dei virus: all’aperto, in zone ricche di vegetazione, è buona abitudine vestirsi sempre con abiti di colore chiaro, indossare capi di abbigliamento a maniche lunghe e non utilizzare profumi.

Per proteggersi dalle punture è consigliabile usare repellenti sulla pelle e sugli abiti (con cautela nei bambini e nelle donne incinte). Per ridurre la presenza delle zanzare all’interno delle abitazioni si consiglia di utilizzare zanza­riere, condizionatori e apparecchi elettroemanatori di insetticidi liquidi o a piastrine, in quest’ultimo caso sempre con le finestre aperte.

Scegliere il prodotto adatto

Uno sciame di zanzare
Uno sciame di zanzare

Per scegliere il prodotto antizanzara più efficace occorre imparare a conoscere le caratteristiche del “prodotto attivo”.

Dietiltoluamide (DEET) – È presente in commercio a varie concentrazioni dal 7 al 33,5%. Una concentrazione media del 24% conferisce una protezione fino a 5 ore. L’uso dei repellenti a base di DEET non è indicato per i bambini ma solo per persone al di sopra dei 12 anni. Non sono disponibili studi sull’impiego di DEET nel primo trimestre di gravidanza. Un uso non corretto del repellente può essere causa di dermatiti, reazioni allergiche o, anche se raramente, neurotossicità. L’applicazione di prodotti a base di DEET può ridurre l’efficacia di filtri solari: in caso di necessità, utilizzare prima la crema solare poi il repellente. Il DEET può danneggiare materiale plastico e abbigliamento in fibre sintetiche. Il DEET è efficace anche contro le zecche e le pulci.

Picaridina / Icaridina (KBR 3023) – I repellenti in commercio a base di picaridina/icaridina hanno una concentrazione di prodotto tra il 10 e il 20% e un’efficacia di circa 4 ore o più. In caso di uso non corretto, la picaridina/icaridina ha un minore potere irritante per la pelle rispetto al DEET. Non degrada la plastica e non macchia i tessuti. È efficace anche contro le zecche. Sono disponibili in commercio prodotti destinati anche ai bambini.

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Una guida per conoscere il miele italiano https://www.gustosamente.it/conoscere-il-miele/ Mon, 17 Jun 2019 10:33:25 +0000 https://www.gustosamente.it/?p=20841 Ecco una breve ma esaustiva guida alla conoscenza del miele italiano pubblicato dell’Osservatorio Nazionale Miele.

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Langhe-Roero e Monferrato da cinque anni Patrimonio dell’Umanità https://www.gustosamente.it/langhe-roero-e-monferrato/ Mon, 17 Jun 2019 10:00:59 +0000 https://www.gustosamente.it/?p=20834
Vigneti del Monferrato (foto di Daniele Ottazzi)

Cinque anni fa – era il 22 giugno 2014 – l’Unesco iscriveva nella Lista dei Beni riconosciuti Patrimonio Mondiale dell’Umanità il 50° bene italiano: “I Paesaggi Vitivinicoli del Piemonte: Langhe-Roero e Monferrato”, inserimento che ha contribuito all’aumento dei flussi turistici degli ultimi anni nelle aree collinari delle province di Alessandria, Asti e Cuneo con un incremento del 20% di presenze e un impatto economico sull’intera area stimabile in circa 425 milioni di euro nel quinquennio.

Nella settimana del 22 giugno 2019 cominciano i festeggiamenti con una serie di eventi che proseguiranno per il resto dell’anno. Un compleanno che invita soprattutto alla visita e alla perlustrazione di un territorio vocato all’accoglienza e all’ospitalità, e non solo celebrativo di un riconoscimento mondiale.

Il calendario degli eventi più prossimi comincia con un momento formativo sull’attrattiva turistica delle destinazioni enogastronomiche e sul turismo enogastronomico al Castello di Grinzane Cavour, il Food&Wine Tourism Forum, il 20 e il 21 giugno (www.foodwinetourismforum.it), per continuare il 22 giugno con: la prima edizione della Hall of Fame del vino italiano “Gli Intramontabili”, al Castello di Barolo (www.wimubarolo.it); l’Unesco Party con musica, spettacolo e animazione al Castello di Grinzane Cavour dalle 22 (www.castellogrinzane.com); il brindisi con un bicchiere di Barbaresco offerto dall’Enoteca Regionale del Barbaresco tra le 17:30 e le 19 (www.enotecadelbarbaresco.com); il brindisi a Nizza Monferrato sulla Torre Campanaria, aperta per l’occasione al pubblico, dalle 18:30 alle 20 (tel. 0141720507).

Inoltre, a Cella Monte il 21 giugno, il Convegno nazionale Cinque anni dal riconoscimento Unesco dei paesaggi vitivinicoli del Piemonte di Langhe-Roero e Monferrato e il   23 giugno In canto tra cantine e cantoni,  concerto del Casale Coro brindisi musicale con arie di G. Verdi, G. Donizetti e L. Sinigaglia  (Palazzo Volta, Piazza Vallino ore 17.00). Sempre il 23 a cura dell’ Ecomuseo della pietra da cantone l’apertura congiunta di tutti gli infernot del territorio,  le specule vinarie ipogee, caratteristica unica del Monferrato Casalese (www.ecomuseopietracantoni.it/).

Il 22 giugno a Ozzano Monferrato (Ex Cementificio Giovanni Rossi), nel pomeriggio visita guidata e mostra Tracce di Cemento: lo sguardo dell’ artista viaggiatore sull’archeologia industriale della calce e del cemento nel Monferrato Casalese,  seguito alle 18,30 dal concerto per chitarra e contrabbasso – Aleph Duo  e da cena finale (tel. 0142 487153).

Il 21 giugno a Sala Monferrato, via Roma, 9  si tiene  #Colazionemonferrina, dedicata ai piatti e ai vini della tradizione nella tipica curt monferrina (pranzo e cena a lume di candela), visite agli infernot e alla big bench e a sera concerto blues PianoC (www.aregai.it e tel. 0142 486721).

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