Cen’è per tutti, per riscoprire il piacere di mangiare assieme

“Cen’è per tutti” è un ricettario – racconto che insegna il piacere di condividere il cibo con una compagnia numerosa e con i meno fortunati.

In periodo folle come questo, in cui l’ascesa della notorietà televisiva di chef stallati con i loro piatti “cult ”è accompagnata dalla disinformazione sul valore del cibo come elemento aggregante e di convivialità, fa piacere scoprire l’esistenza di Cen’è per tutti e di chi ne ha curato la realizzazione.

Copertina del libro “Cen’è per tutti”

Cen’è per tutti non è una raccolta di ricette per raffinate cene intime e per ospiti “di riguardo”, bensì un repertorio di piatti pensati per una tavolata numerosa. Gli ingredienti, infatti, sono tarati per un minimo di otto persone, ovviamente … frazionabili, e permettono di sperimentare una cucina gioiosa e golosa: lasagne grande formato, spezzatini luculliani, frittate smisurate, …

Cen’è per tutti (Altreconomia edizioni, 192 pagine, 14,50 euro) propone 50 ricette, di cui dieci regalate da altrettanti chef famosi, perfette per le comunità (scout, associazioni, gruppi numerosi di amici) ma anche per praticare la “cucina antispreco”, che permette di avere piatti sempre pronti per più giorni successivi.

Ognuno dei 50 piatti è anche un racconto. In ogni ricetta, infatti, “vive” una storia raccontata da Cena dell’Amicizia, l’associazione milanese i cui volontari dal 1968 cucinano per le persone senza dimora e siedono a tavola con loro. L’ingrediente magico del libro sono proprio le storie – esilaranti o commoventi ma sempre vere – che accompagnano le ricette e da cui emerge l’umanità di persone a cui la vita spesso ha negato anche un pasto caldo.

Cen’è per tutti, scrive Michele Serra nella prefazione, «fa venir voglia di condividere un desco. A tavola si rimette in circolo la vita. In mezzo ai brodi fumiganti, ai profumi sfrigolanti, alle fette e ai bocconi incorniciati dal sugo, e intorno al pane che basta da solo a reggere la tavola, sentiamo che la paura è sconfitta, la solitudine è lasciata fuori dalla porta, la società umana è tornata a offrirci la sua rassicurazione. In una tavola apparecchiata è riassunto un cammino lungo parecchi millenni».

Pasta “scordata” al pesto rosso

50 anni di Cena dell'Amicizia

50 anni di Cena dell’Amicizia

In attesa di essere acquistato, Cen’è per tutti regala la ricetta per la Pasta “scordata” al pesto rosso.

Ingredienti per otto persone – 650 g di fusilli o di pasta corta in genere, anche di tipi diversi o spezzata; 150 g di pomodori secchi sottolio; 80 ml di olio evo; 40 g di pinoli; 120 g fra pecorino romano e Grana Padano; 50 g di basilico; 1 spicchio d’aglio.

Procedimento – Sposate mezze penne e conchiglie, maltagliati e maccheroni, bavette e linguine. Ma attenzione: tutto dipende dal rigore nel calcolo dei tempi di cottura di ogni confezione. Quindi mano al cronometro!

E intanto preparate questo sugo velocissimo. Lavate il basilico, sciacquate i pomodori secchi e fateli sbollentare un minuto in acqua e sale, scolateli e lasciateli asciugare. Quindi buttate, un po’ alla volta, tutti gli ingredienti nel tritatutto: basilico, pomodorini, aglio, pinoli, lasciandone però da parte qualcuno, pecorino e grana, sale. Aggiungete l’olio, tritate, versate in una ciotola e mescolate.

Cuocete i fusilli (o i relitti di pasta) al dente, diluite il pesto con un cucchiaio di acqua bollente della pasta in modo che diventi una morbida crema, scolate la pasta e buttatela poco per volta nell’altro pentolone, condendola col pesto e girando man mano.

Potete preparare il pesto in anticipo e conservarlo in frigo, in vasetti ben chiusi e coperti d’olio, anche per una settimana. Oppure potete metterlo in bicchieri di plastica e congelarlo, ma in questo caso non mettete l’olio, lo aggiungerete una volta decongelato al momento di condire la pasta. Il pesto rosso può anche essere usato per preparare delle tartine o per accompagnare i formaggi.

Illustrazione di Francesco Poroli per il libro di Cena dell'Amicizia

Illustrazione di Francesco Poroli per il libro di Cena dell’Amicizia

Il racconto – La ricetta della Pasta “scordata” al pesto rosso su “Cen’è per tutti” è accompagnata da questo racconto.

«È successo a a tutti, forse più di una volta: arrivano dei commensali in più e la pasta… quel tipo di pasta, non basta. Il momento è difficile ma c’è un rimedio. La pasta mista o, come la chiamano a Napoli, mmesca francesca, non è un accidente culinario ma una consuetudine che nasce dall’esigenza di non buttare via nulla. Un dato di fatto che apparteneva alla cultura di base di ogni buona massaia: i resti di pasta, assortiti per necessità, diventavano un ingrediente fondamentale delle zuppe e delle paste con i legumi.

Oggi tutto è cambiato e la pasta mista viene venduta confezionata ad hoc (con un costo lievemente più basso) da tutti i maggiori produttori. Al Centro notturno maschile di Cena dell’Amicizia, per esempio, la mancanza di un adeguato piatto di pasta poteva provocare rivolte alla Masaniello. Massimo l’obiettore questo lo sapeva bene, ma quella domenica la spesa non era proprio arrivata e il supermercato era chiuso… Che cosa poteva fare?

Pensò a una scusa semplice, ad esempio un rapimento da parte dell’Anonima sarda. Poi cercò sull’elenco il numero di Telefono Amico, ma non lo trovò. Infine arrivò l’illuminazione. In precario equilibrio cominciò a ravanare in fondo ai pensili della cucina, refugium peccatorum per tutte le confezioni quasi finite.

Al tatto si palesano subito dei fusilli reietti. Poi un fondo di sedani rigati, li poteva riconoscere dal rumore. A ogni trafilatura che scopriva Massimo si sentiva rinascere; gli ziti, i rigatoni perfino mezzo pacchetto di malloreddus.

Alla fine un chilo e mezzo di pasta “dimenticata” fu il protagonista di una serata allegra che terminò con una convinzione rafforzata: tutte le persone hanno un valore inestimabile anche se per una parte della loro vita sono diventate “invisibili”, spaiate. E sono state messe da parte».

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