Buono a sapersi Category

Al Passo Dordona con le Retiche sullo sfondo

Scritto il novembre 13, 2017Da Bruno BridaIn Buono a sapersi, Itinerari

Passo Dordona, tra natura, storia e polenta

Per secoli è stato il Passo Dordona ha consentito agli abitanti della Val Brembana di comunicare con quelli della Valtellina. Gran bella cosa la viabilità moderna. I nuovi tracciati portano a destinazione con un risparmio di ore rispetto un tempo. Certo, qualcosa si perde nel viaggio, magari quel “qualcosa” che avrebbe reso più interessante, anche se più lento, il viaggio. Un esempio è rappresentato dall’accesso alla Valtellina e alle sue località turistiche. Per i lombardi, ed i milanesi in particolare, è stato per decenni un incubo, segnato da code interminabili.Leggi l'articolo
Se avete in programma una gita a Bressanone, allungate la vostra passeggiata fino al centro della cittadina, dove si erge il Duomo. Il Duomo di Bressanone è il più importante luogo di culto dell’Alto Adige le cui origini risalgono al 980 d.C. Famoso per l’organo di 3335 canne e 84 registri, ha un altare maggiore che è considerato uno dei più belli e di maggior pregio di tutto il Tirolo. Ma la curiosità che vi segnaliamo sta nella strana postura delle statue di tre santi poste sulla facciata. Quello in mezzoLeggi l'articolo
Puzzone di Moena

Scritto il settembre 19, 2017Da Bruno BridaIn Buono a sapersi

Puzzone di Moena, il formaggio controcorrente

C’è un formaggio trentino il cui nome fa sorridere i buontemponi “ignoranti” e che fa “sognare” i buongustai. Qual è? Ma il Puzzone di Moena, ovviamente, che dopo essersi fatto conoscere sul mercato nazionale, ha da poco iniziato a farsi apprezzare anche all’estero, Germania in primis. Il bello è non ha tanta storia alle spalle. In effetti, fino agli anni Settanta era un normale prodotto d’uso comune fra gli abitanti della Val di Fassa ed in parte fra quelli della Val di Fiemme (sono i territori della mitica Marcialonga diLeggi l'articolo
Zuppa del carcerato nell'interpretazione moderna
Rimestando nella storia della nostra gastronomia, ci si imbatte in personaggi che hanno creato ricette memorabili. Come la zuppa del carcerato. La storia che vogliamo raccontarvi ha per teatro la Pistoia dell’anno 1800 e per protagonisti un poeta che sarà famoso ed un umile barbiere un po’ testa calda. Ebbene, nell’ottobre di quel 1800, con il vento tumultuoso delle idee libertarie della Rivoluzione francese e sulla punta delle baionette napoleoniche che sconquassano i fragili staterelli italiani, un battaglione della Guardia nazionale cisalpina al comando del generale Domenico Pino ha ragioneLeggi l'articolo
Il Parrozzo pescarese

Scritto il dicembre 7, 2016Da La RedazioneIn Buono a sapersi

Parrozzo, il dolce che addolcì d’Annunzio

Il Parrozzo è il dolce natalizio per eccellenza di Pescara ed il connubio tra le due entità non può essere più stretto. Il Parrozzo, inventato pochi anni prima da un geniale pasticcere pescarese, tenne infatti a battesimo, il 6 dicembre 1926, l’unione di Castellamare Adriatico, comune teramano a nord del fiume Pescara, e del borgo Pescara, a sud del fiume e che poteva vantare l’aver dato i natali a Gabriele d’Annunzio e ad Ennio Flaiano. I due centri diedero vita ad un nuovo agglomerato urbano, Pescara appunto, che diventò anche ilLeggi l'articolo
Una pentola di cassoeula

Scritto il novembre 22, 2016Da Bruno BridaIn Buono a sapersi

La lombarda cassoeula ha origini meridionali!

La cassoeula, il milanesissimo e lombardissimo piatto invernale a base di verze e parti povere del maiale ha origini meridionali, se non addirittura spagnole! Una popolare leggenda vuole che la cassoeula sia stata inventata da un soldato spagnolo di stanza nel milanese per far colpo su una giovane donna locale, cuoca presso una famiglia nobile, che poi l’avrebbe preparato per i suoi padroni con grande successo. Al di là di questa romantica e probabilmente inventata storiella, gli storici hanno individuato nel Llibre de doctrina per a ben servir, de tallarLeggi l'articolo
Sise delle monache
Oggi vogliamo parlarvi di un dolce abruzzese dal curioso e malizioso nome: Sise delle monache, o Tette delle monache. Per parlare delle Sise delle monache utilizziamo parte di un articolo pubblicato il 16 novembre del 2011 sull’edizione teatina (ossia di Chieti) del quotidiano Il Centro, a firma di Rossano Orlando. Le Sise delle monache – soffice pan di Spagna farcito con delicata crema pasticcera, con tre protuberanze spolverate di zucchero a velo – è il dolce tipico di Guardiagrele. Guardiagrele è un piccolo comune di poco più di novemila abitanti dellaLeggi l'articolo
Orecchiette con cime di rapa

Scritto il luglio 9, 2016Da La RedazioneIn Buono a sapersi

A Grottaglie la grande festa delle orecchiette

Il 17 e 18 agosto, Grottaglie (Taranto) organizza la sesta edizione di Orecchiette nelle 'nchiosce, kermesse enogastronomica che ha come obiettivo far conoscere i segreti, i profumi ed i sapori della regina indiscussa delle tavole pugliesi. Suoi “ambasciatori” saranno dodici grandi chef pugliesi che con i loro stand andranno ad animare le 'nchiosce, i caratteristici vicoli del centro storico di Grottaglie. Leggi l'articolo
Focaccia genovese

Scritto il luglio 7, 2016Da La RedazioneIn Buono a sapersi

Liguria, spiaggia che vai focaccia che trovi

Lo sapevate che la morbida focaccia ligure varia da Riviera a Riviera? Siete in procinto di partire per le vacanze? andate al mare? magari in Liguria? assaporate già il piacere di mordere la fragrante, morbida focaccia? Focaccia … ma quale focaccia? quella della Riviera di Levante o quella di Ponente? quella di Genova o di Sanremo? Già, perché in Liguria, spiaggia che vai, focaccia che trovi! La “madre di tutte le focacce” liguri è la genovese fügassa. Un tempo – e per molto tempo – fu il pranzo a bassissimo costo deiLeggi l'articolo
Adotta una mucca

Scritto il luglio 1, 2016Da Bruno BridaIn Buono a sapersi

Adotta una mucca ed aiuti i masi

Adotta una mucca! Così aiuti i malghesi nel loro lavoro nelle malghe e potrai mangiare il “tuo” formaggio. Avete presente quella pubblicità in cui un bambino dopo aver bevuto un sorso di latte esclama piacevolmente sorpreso “ma è quello della Lola”? I nostri bambini “cittadini”, così poco avvezzi alla natura da temere una gallina e confondere un’anatra da una papera, non indovineranno mai (e come potrebbero?) da quale mucca proviene il latte che bevono, ma possono avvicinarsi al mondo rurale ed ai suoi animali con una modalità oggi molto propagandataLeggi l'articolo