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Dalla castagna nutrimento, energia … ed il pane di San Martino

Forse non ci avete mai fatto caso, ma la castagna (seme tipicamente autunnale) è presente come termine in diversi modi del nostro dire d’uso quotidiano.

Ad esempio, “togliere le castagne dal fuoco” (ossia trarre d’impaccio qualcuno), “essere presi in castagna” (quando si viene colti in fallo), “essere come la castagna” (ovvero, apparentemente virtuosi invece guasti interiormente), “tirare una castagna” (sferrare un colpo molto forte), “avere una castagna in bocca”, cioè pronunciare male le parole come se si avesse in bocca una castagna bollente”, …

castagneQuesto per dire quanto sia popolare questa castagna che nel passato (neppure tanto lontano) ha sfamato intere generazioni di poveri contadini e montanari. E non è un caso, perché, composta soprattutto da acqua e carboidrati, la castagna (che, va ricordato, è un seme perché il vero frutto è il riccio che la contiene) è molto digeribile e super energetica grazie alla presenza di tanti zuccheri e una grande percentuale di minerali.

Il potassio, per esempio, è utile per rinforzare l’apparato muscolare, lo zolfo è disinfettante e antisettico, il fosforo è importante per la formazione delle cellule nervose, il sodio aiuta la digestione, il calcio è essenziale per la formazione delle ossa.

L’abbondate presenza di fibre la rende utile per regolarizzare il transito intestinale, mentre l’acido folico in essa contenuto è ottimo soprattutto in gravidanza perché aiuta a prevenire l’insorgenza di alcune malformazioni fetali.

Grazie alla ricchezza di glucidi, le castagne sono particolarmente consigliate per chi soffre di astenia, stanchezza cronica, per chi deve sostenere fatiche fisiche o mentali, per gli sportivi, per chi è sotto stress, per i bambini e gli anziani e in casi di raffreddore e influenza.

Sono invece sconsigliate a chi soffre di colite, gastrite, aerofagia, diabete e obesità.

Le castagne possono essere consumate in diversi modi: arrostite sul fuoco, bollite, cotte al forno e secche; si possono anche cuocere al micoonde ottenendo una cottura simile alle caldarroste (bisogna avere un forno a microonde dotato di grill o di “piatto crisp” e effettuare due o tre incisioni profonde su ogni castagna per evitare che durante la cottura esplodano).

Occhio però alle calorie: le castagne secche sono quelle più caloriche (290 Kcal per 100g), seguite da quelle fresche (200-250 Kcal/100 g), dalle caldarroste (190 Kcal/100 g) e infine dalle castagne bollite (130 Kcal/100 g).

La castagna, o meglio la sua farina, è presente nel cosiddetto pane di San Martino, una tradizione del giorno di San Martino (11 novembre) che si ritrova in buona parte d’Italia, dall’Emilia alla Puglia.

Ed ora, la ricetta! Il pane di San Martino

La ricetta è semplice. Prendete mezzo mestolo di farina di castagne e mezzo mestolo di farina di frumento e impastarlo molto bene con 40 grammi di lievito di birra sciolto in un bicchiere di acqua tiepida. Lasciate lievitare per almeno un’ora.

Impastate il lievito così ottenuto con 350 grammi di farina di frumento e 250 grammi di farina di castagne con tre bicchieri circa di acqua aggiungendo due cucchiai di olio e un po’ di sale. Lavorate bene il tutto e poi lasciatelo  lievitare per due ore, coperto con un panno e in luogo tiepido. Riprendere la pasta e incorporarvi 250 grammi di noci.Formare delle pagnotte o un panettone ovale e cuocere nel forno a 180 gradi per circa 40 minuti.

Si può fare allo stesso modo un normale pane di farina di castagne (che ricorda un po’ quello che mangiavano un tempo i nostri contadini) mescolando le farine nelle proporzioni di tre parti di castagne ed una parte di frumento.

Buon appetito!

Riguardo Giulia Aghemo

Giulia Aghemo
Biologa nutrizionista, laureata in biotecnologie mediche; amo lo sport e sono "una buona forchetta"!

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