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Campo de’ Fiori, quando significava morte

Campo de’ Fiori è una delle piazze più famose di Roma. Ma è anche l’unica piazza storica della Capitale polemicamente senza una chiesa!

Il mercato di Campo de' FioriChi non conosce, almeno per sentito nominare, Campo de’ Fiori a Roma? È una delle piazze più famose della Capitale, sede di uno storico e pittoresco mercato, la cui atmosfera popolare è stata ben resa dal film Campo de’ Fiori del 1943, con Anna Magnani ed Aldo Fabrizi.

Ma sapete perché si chiama in un modo così pittoresco? Perché fino al Quattrocento questo spazio era un semplice campo fiorito con alcuni orti coltivati, chiuso da un lato da una serie di palazzetti appartenenti alla potente famiglia Orsini (due papi, 34 cardinali) e dall’altro digradante verso il Tevere .

Nel 1478 il popolare mercato del Campidoglio, venne spostato a piazza Navona, investendo, anche la zona circostante, Campo de’ Fiori compresa, che successivamente divenne un importante centro di affari.

Si sa, dove circolano i soldi arrivano anche chi provvede a farli … circolare. Così in Campo de’ Fiori sorsero numerosi alberghi, osterie e locande dai nome più disparati, “della Nave”, “della Luna”, “dell’Angelo“, “della Scala”. Il più celebre (e chiacchierato) di tutti fu, però, la “Locanda della Vacca” del vicino vicolo del Gallo, gestito, nel secondo decennio del Cinquecento, da Vannozza Caetani, l’amante di papa Alessandro VI Borgia e madre di Lucrezia.

Campo de' Fiori e la statua a Giordano BrunoNonostante il nome gioioso, Campo de’ Fiori ebbe per molto tempo una nomea sinistra. In questa piazza avvenivano le esecuzioni capitali: in varie stampe antiche sono chiaramente visibili il palo per la corda e, di fronte, il patibolo.

Dal 1889, al centro della piazza si erge la statua del filosofo Giordano Bruno, messo al rogo per eresia il 17 febbraio del 1600 proprio in questo punto. Forse per la presenza di un omaggio ad un eretico, Campo de’ Fiori è l’unica piazza storica di Roma dove non è presente una chiesa.

Per finire, pomodori di riso

E già che siamo a Roma, perché non chiudere l’articolo per un piatto che appartiene alla cultura e alla tradizione gastronomica della Città Eterna: pomodori di riso. Un piatto gustoso, semplice, veloce che può risolvere il problema degli invitati dell’ultima ora.

Pomodori di riso (da viaggi-cucina-e-io.blogspot.com)Per la ricetta ci affidiamo a Francesco Duscio e al suo Romanesca – Cucina popolare e tradizione romana (Fuoco Edizioni).

Ingredienti – 8 pomodori maturi tondi; 8 cucchiai di passata di pomodoro; otto cucchiai rasi di riso (meglio se del tipo Arborio, che tende a reggere la cottura e a rilasciare meno amido di altri); 3 patate; aglio, mentuccia, basilico, sale, olio d’oliva.

Preparazione – Sbollenta appena il riso in acqua salata (deve rimanere quasi crudo) e scolatelo. Lavate e tagliate i pomodori in senso orizzontale, lasciando la parte inferiore molto più grande (quella superiore deve avere la funzione di piccolo coperchio).

Svuotateli con attenzione, scavando la polpa che va strizzata per far uscire semi e liquido. Tritate la polpa a coltello. Riunite in una terrina il riso e la polpa di pomodoro; aggiungete aglio, basilico e mentuccia tritati, due cucchiai di passata di pomodoro, olio, sale e pepe. Mescolate bene il composto, lasciando qualche cucchiaiata da parte.

Riempite i pomodori, riposizionando sopra ognuno la calotta. Sistemate i pomodori in una teglia da forno unta d’olio. Tra un pomodoro e l’altro mettete spicchi di patata cruda; sopra spargete il composto messo da parte e sei cucchiai di passata di pomodoro diluita con acqua. Aggiungete altro olio e mettete nel forno, precedentemente riscaldato a 180°C. Lasciate cuocere per 45 minuti.

I pomodori di riso sono buoni sia caldi  sia freddi. Buon appetito!

 

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