Dal calcione al Pallone con bracciale

Calcione è il dolce tipico della marchigiana Treia, patria del gioco del Pallone col Bracciale esaltato anche da Giacomo Leopardi.

CalcioneOggi vogliamo parlarvi del calcione. Non di un tiraccio al pallone o … ad un avversario particolarmente ostico, bensì di un dolce della provincia di Matera, più in particolare del comune di Treia.

Il calcione treiese, dalla tipica forma a mezzaluna, è un prodotto da forno, un piacere per il palato per il contrasto fra il dolce della pasta sfoglia esterna e il salato del cuore centrale, in cui l’impasto di formaggio assume il caratteristico colore dorato in fase di cottura.

A Treia il calcione viene proposto anche nelle versioni salate primo piatto (raviolone a forma di mezzaluna con ripieno di ricotta, uova e spezie), fritto e anche al forno, con ripieno di ricotta e zucchero.

Il calcione classico, quello dolce cotto al forno per intenderci, è piuttosto facile da preparare. Unica accortezza va posta nella scelta del formaggio, che rappresenta il vero segreto per trasformare un calcione qualsiasi nella specialità di Treia. Ora vediamo come si prepara.

Ingredienti – Pasta sfoglia, farina di grano, uova, formaggio pecorino, zucchero, olio.

Preparazione – Dopo aver preparato un disco di pasta sfoglia spesso un centimetro e del diametro di circa dieci centimetri, si colloca al centro l’impasto formato da farina di grano, uova, formaggio pecorino, zucchero ed olio.

A questo punto basta richiudere il disco su se stesso a “saccottello”, dopo averlo farcito con una pallina d’impasto con una pallina grande come un cucchiaio da cucina, praticando sulla sommità del medesimo un taglio per consentire, durante la cottura, la fuoriuscita parziale del ripieno. Si cuoce a forno caldo.

Tra sport e poesia

Il richiamo iniziale al gioco del calcio non è del tutto casuale perché Treia è anche il paese simbolo del gioco del Pallone col Bracciale, uno sport antico, praticato dai nobili ma seguito con grande entusiasmo dal popolo. A Treia visse il personaggio più rappresentativo di questo sport, il celebre Carlo Didimi, immortalato da Giacomo Leopardi che nel 1821 gli dedicò il canto A un vincitore nel pallone.

A Carlo Didimi è intitolata l’arena dove ha luogo nella prima domenica di agosto una tra le più originali rievocazioni storiche italiane, la Disfida del Bracciale.

Si tratta di un torneo nazionale che vede impegnate le squadre dei quattro quartieri cittadini per la conquista di un palio e di un trofeo da custodire per un intero anno. L’evento è preceduto da dieci giorni di festeggiamenti che iniziano l’ultimo venerdì di luglio.

Treia è protagonista del romanzo Giù la piazza non c’è nessuno. Fu scritto ad ottant’anni da Dolores Prato (1892 – 1983), una delle penne femminili più significative del ‘900 italiano, ripercorrendo sua infanzia trascorsa nella città del maceratese.

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La Redazione

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