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Monreale e la tradizioni dei biscotti ad “S”

La siciliana Monreale non è sola la sua splendida cattedrale, ma anche i suoi deliziosi biscotti a forma di S inventati dalle locali suore benedettine.

Biscotti di MonrealeMonreale è famosa nel mondo per la splendida Cattedrale di Santa Maria Nuova, l’esempio più importante dell’architettura normanna in Sicilia, oggi Patrimonio dell’Umanità (Unesco).

Monreale è famosa anche per i suoi biscotti, che non dovrebbero mancare tra i souvenir che ogni turista si porta a casa dopo la visita della cittadina. Sono biscotti oblunghi a forma di “S”, ripieni di marmellata di cotogne o di cedri canditi, spennellati di zucchero glassato.

La tradizione vuole che questi dolci siano stati inventati nel Cinquecento dalle suore benedettine del monastero annesso alla chiesa dedicata a San Castrense, patrono di Monreale.

Il monastero, che aveva una grossa influenza sulla vita dei monrealesi, dimostrò sotto l’aspetto economico e commerciale di essere all’altezza di amministrare anche notevoli quantità di beni, come il possedimento di acque del biviere (ossia di lago), taverne, mulini e torrenti. La sua ricca farmacia serviva tutto il comprensorio.

Nel 1508, Alfonso II d’Aragona, arcivescovo di Monreale, figlio di Re Ferdinando, ordinò una fiera della durata complessiva di otto giorni. Fu proprio durante questa fiera dedicata al Santo, che allora si teneva la terza domenica di maggio, che le monache benedettine prepararono per la prima volta i biscotti a “S”.

Un vero e proprio abbraccio di piacere apprezzato perfino da Giuseppe Tomasi di Lampedusa che, nel suo Gattopardo, fa un’accurata descrizione delle colazioni del principe Salina a base di biscotti di Monreale e caffè.

La particolarità dei biscotti di Monreale – la cui diffusione fuori dal monastero fu merito di una intraprendente suora, che fece aprire alla sua famiglia un grosso biscottificio (Giangrande – Modica) nel centro storico della cittadina, che esiste tuttora – sta nella procedura di lavorazione imposta dalla tradizione.

Per la preparazione servono esclusivamente farina di grano tenero di tipo 00, acqua, ammoniaca, vaniglia, strutto, zucchero a velo, albume d’uovo. Secondo la tradizione, questi ingredienti vanno impastati per circa 40 minuti; quindi, l’impasto, è suddiviso in piccoli cilindretti, sagomati ad “S” e posti in forno: una ventina di minuti a 180°C.

Sui biscotti appena sfornati va applicata la glassa costituita da zucchero a velo, acqua e poche gocce di limone, altro prodotto del territorio.

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