Bazzone, il prosciutto della Valle del Serchio

Le origini del prosciutto Bazzone risalgono alla fine dell’ottocento, quando le famiglie contadine della valle del Serchio macellavano maiali di peso di 200 chili, ottenendo così cosce di circa 18 chili.

Il processo produttivo di allora, mantenuto anche oggi, prevedeva che questi prosciutti di peso notevole e di forma allungata, venissero collocati assieme ad altre parti del maiale (pancetta, lardo, gota) dentro una vasca di pietra (pozza) per la stagionatura, con l’aggiunta di sale, aglio, spezie e vino.

Il prosciutto Bazzone prodotto attualmente pesa mediamente 13-15 chili a seconda della stagionatura, si presenta con una forma allungata e uno scalino di 4-5 cm lungo il bordo (bazza), dal quale deriva il nome.

La carne  è generalmente  di  colore  rosso  intenso  e  può presentare  piccole  infiltrazioni di  grasso  che conferiscono un gusto piuttosto riconoscibile ma delicato.

Il prosciutto Bazzone della Garfagnana e della Valle del Serchio, dal 2004 Presidio Slow Food, viene prodotto ancora oggi rispettando in gran parte la vecchia tradizione contadina.Dopo la rifilatura, i prosciutti vengono sistemati in gruppi di 5-6 dentro una vasca di pietra di Cardoso con l’aggiunta di sale, pepe, spezie, alloro, aglio e rosmarino. Dopo circa 90 giorni i prosciutti vengono tolti dalle vasche, lavati e messi ad asciugare in celle adatte, con temperatura e umidità controllate.

Una volta asciugati, vengono rivestiti da una camicia composta prevalentemente da pepe, poco aglio e spezie, poi appesi al soffitto di locali adeguatamente areati o in cantine buie.Dopo un minimo di 20-36 mesi di lenta stagionatura, il prosciutto Bazzone è pronto per il consumo.

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