Home / Lo sapevate che...? / Alpe di Siusi, tra ricorrenze, leggende e gastronomia

Alpe di Siusi, tra ricorrenze, leggende e gastronomia

Esattamente 80 anni fa, nell’inverno del 1938/39, fu inaugurato il primo impianto di risalita dell’altipiano più vasto d’Europa, la Slittovia Giogo-Panorama (nella foto d’apertura) da cui ha preso avvio lo sviluppo dell’area sciistica Alpe di Siusi. Febbraio e l’inizio di marzo faranno da sfondo alle festose celebrazione dell’80esimo anniversario del comprensorio.

Nell’ambito di questo storico anniversario, sono stati organizzati quattro imperdibili pomeriggi sulla pista Panorama (6 febbraio; 20 febbraio; 6 marzo), durante i quali, a partire dalle 16.30, le scuole di sci metteranno in scena una serie di show nostalgici e l’antica slittovia sarà nuovamente messa in funzione: l’impianto è stato appositamente restaurato per l’occasione, con un intervento protrattosi per mesi. Il pomeriggio si concluderà con un aperitivo.

Storie d’altri tempi

Partecipare ai festeggiamenti per gli 80 anni della Slittovia Giogo-Panorama consente di immergersi nella magia d’altri tempi. Infatti, L’Alpe di Siusi e la zona circostante dominata dall’imponente Massiccio dello Sciliar sono elementi fondamentali nelle storie delle streghe e nelle tradizioni sulle streghe. Ciò è dovuto senz’altro alle circostanze in cui si sono sviluppati i processi di Fié contro le streghe, che sono menzionati in molti documenti storici e che sono noti ancora oggi.

Negli anni compresi tra il 1506 e il 1510, nel castello di Presule, sede del tribunale di Fié, si sono svolti nove processi, i più antichi condotti in tutto il Tirolo nei confronti delle streghe. Dinanzi alla corte, presieduta da Leonhard von Völs, accanito persecutore di streghe, furono portate nove donne.

Le donne, processate e giustiziate in modo atroce (dal rogo allo squartamento), erano accusate di causare tempeste e rovinare il raccolto, di partecipare a sabba infernali, voli notturni su scope, uccisione di bambini non ancora nati, abiura e molti altri misfatti. La verità era che con l’avvento del Cristianesimo certi antichi riti ritenuti propiziatori furono considerati diabolici e le donne che li praticavano streghe.

Il folklore si fonde con fatti documentati da fonti storiche: nonostante i tempi bui della caccia alle streghe e dei processi sommari del XVI secolo, la gente del posto è comunque rimasta affezionata all’immagine caratteristica della “strega sulla scopa”, diventata simbolo e mascotte pubblicitaria.

Le “panche delle Streghe” (da Tripadvisor.it)

Nei pressi della Bullaccia si possono ancora ammirare i luoghi dove le streghe si riunivano e celebravano i propri riti: sono le sedie e le panche delle Streghe. Si narra che la più vecchia ed autorevole tra le strghe si sieda volentieri sulle panchine di Bullaccia per ammirare il panorama circostante.

Nei loro viaggi notturni le streghe dello Sciliar amano riunirsi nei pressi delle panchine prima di lanciarsi in un’orda compatta verso la montagna, sorvolando con grida sfrenate l’Alpe di Siusi. Le streghe di tutta la zona si ritrovano a festeggiare in folli raduni soprattutto il giovedì, sullo Sciliar.

Sulle panchine preparano le tempeste più violente e più antiche. Sedute lì, fanno apparire nuvoloni neri carichi di tuoni e fulmini, e persino nubi gialle gravide di grandine, che dallo Sciliar, dal Corno del Renon e dalla Val Gardena si trascinano lente sopra Castelrotto, Siusi e Fiè. Se non si riesce a far suonare in tempo le campane, un temporale infernale si scatena su tutta la zona, provocando enormi danni.

Cucina tradizionale

Polenta, speck e mele. In un trinomio si può riassumere gran parte della cucina tradizionale di questa regione di frontiera, una cucina senza fronzoli, dai sapori forti e genuini.

Tuttavia, alla base dell’alimentazione delle Dolomiti, c’è l’acqua, che influisce sulla qualità della panificazione e della polenta, sulla cottura delle patate, sull’impasto degli gnocchi, della pastella dei dolci ma, soprattutto, è buona da bere.

La cucina dell’Alto-Adige proviene da una tradizione differente rispetto a quella trentina perché affonda le sue origini nella specialità alpine, con una tendenza per il nord-est dell’Europa che si manifesta nelle numerose impronte slave, austriache e ungheresi. Il goulash è tra l’altro ancora un pasto domenicale corrente e i numerosi piatti a base di farina ricordano la Monarchia asburgica.

Allo stesso modo, le patate, i cavoli e i knödel. Il cavolo, che viene chiamato dai trentini crauto (sauerkraut), è reso qui ancora più raffinato con lo strutto, e numerose famiglie lo fanno ancora servendolo con i knödel, le polpette confezionate a base di resti di pane (in Trentino si chiamano canederli, nel video la preparazione).

Altri ingredienti principali, come detto, sono sicuramente le farine (di granoturco, di grano saraceno, di frumento e di segale) con le quali vengono prodotte numerose qualità di pane: di sesamo, al cumino, all’orzo ed integrale. Vengono anche usate le diverse specie di erbe aromatiche come il cerfoglio, la valerianella, il timo, l’erba cipollina e i germogli di rapa che vengono molto utilizzati in cucina.

Gli ingredienti più tipicamente italiani, come la pasta, i pomodori e l’olio d’oliva non sono stati dimenticati ed è giustamente questa coesistenza pacifica che rende così interessante la cucina di questa regione alpina. Nonostante i pochi ingredienti, la cucina è molto varia, sopratutto per l’abilità di manipolazione. Tra tutti vale la pena di ricordare lo speck che viene servito sul tradizionale piatto di legno ma anche tagliato sottile nei canederli.

E per finire … la ricetta della zuppa di gulash

Un piatto di zuppa di gulash (da genusslandsuedtirol.it)
Un piatto di zuppa di gulash (da genusslandsuedtirol.it)

Ingredienti – 250 g di cipolla finemente tritata; 250 g di carne magra di manzo; 1 spicchio d’aglio, paprica, concentrato di pomodoro,  farina, aromi; 2 patate; 1 litro d’acqua.

Preparazione – Far rosolare leggermente in burro e olio, cipolla e aglio, aggiungervi la carne di manzo tagliata a dadi, un po’ di paprica e un cucchiaio di concentrato di pomodoro, poi far cuocere per un certo tempo spolverizzando leggermente con farina, infine versarci sopra un litro d’acqua.

Quando la carne sia quasi pronta aggiungere 2 piccole patate tagliate a dadi e farle cuocere. Alla fine unirvi aromi da gulasch: una foglia d’alloro, buccia di limone grattugiata, un po’ di cumino, 5 g di maggiorana, uno spicchio d’aglio. Gli aromi vanno tritati molto finemente e fatti cuocere nella minestra solo per brevissimo tempo.

3.5 (70%) 4 votes

Riguardo La Redazione

La Redazione
Vi proponiamo il gusto di mangiare, bere bene, ma anche il gusto di sapere, di scoprire curiosità della passione per la nostra Penisola.

Controlla anche

Quaresima di Brueghel

Quaresima, quando il “mangiar di magro” non era per tutti

La Quaresima è il periodo che separa la fine del Carnevale dalla celebrazione della Pasqua. …